ROMA (ITALPRESS) – “La riforma del reclutamento universitario chiude una stagione segnata da una burocrazia soffocante, da procedure poco trasparenti e da una selezione che troppo spesso si riduceva a valutazioni di pochi minuti. Un sistema che non creava opportunità, ma tradiva le aspettative: oltre 71.000 abilitati a fronte di meno di 40.000 chiamate in ruolo”. Così su X il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
“La riforma dell’Abilitazione scientifica nazionale introduce principi chiari – prosegue -: più qualità nel reclutamento significa avere professori e ricercatori migliori nelle aule e nei laboratori; valorizza l’autonomia degli atenei, riconoscendo loro maggiore responsabilità nelle scelte e nella selezione. Per questo voglio ringraziare l’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca – e il suo Segretario nazionale Davide Clementi, che hanno voluto esprimermi il loro apprezzamento per il superamento dell’attuale sistema dell’ASN. Quello che abbiamo avviato è un percorso che ora entra nella fase di attuazione. Un percorso da costruire insieme, anche con il prezioso contributo dell’ADI, perché l’università è un patrimonio comune che vogliamo sostenere, rendere più forte e valorizzare”, conclude il ministro.
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