LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta affronta un’azione legale da parte della Commissione europea per non aver recepito pienamente le disposizioni chiave di una direttiva del 2023 sulle energie rinnovabili, con Bruxelles che chiede ora l’imposizione di sanzioni finanziarie.
La Commissione ha deferito Malta, insieme a Grecia e Portogallo, alla Corte di giustizia dell’Unione europea per il mancato recepimento nella legislazione nazionale della direttiva 2023/2413 entro i termini previsti.
La normativa, che aggiorna le regole del 2018, mira ad accelerare la diffusione delle rinnovabili in settori come trasporti, edilizia, riscaldamento e industria, con l’obiettivo di ridurre le emissioni, rafforzare l’indipendenza energetica e contenere i costi. Gli Stati membri avrebbero dovuto attuare la maggior parte delle disposizioni entro il 21 maggio 2025. Tuttavia, la procedura d’infrazione è stata avviata nel luglio 2025, quando Malta e gli altri due Paesi non hanno notificato alcuna misura di recepimento.
A dicembre è seguito un parere motivato, con Malta criticata in particolare per non aver fornito una documentazione dettagliata che indicasse come ciascuna disposizione fosse stata trasposta nel diritto nazionale. Secondo la Commissione, i tre Paesi non hanno risposto in modo adeguato, portando così al deferimento alla Corte e alla richiesta di sanzioni pecuniarie.
Il caso mette sotto pressione Malta nel tentativo di conciliare gli obblighi europei con le proprie specificità interne. Il primo ministro Robert Abela ha sostenuto che le politiche energetiche dell’UE devono tenere conto delle realtà dei piccoli Stati periferici.
Ha sottolineato che Malta, insieme a Gozo, affronta sfide uniche legate alle dimensioni e alla doppia insularità, chiedendo misure adattate piuttosto che un approccio “uguale per tutti”.
La decisione finale della Corte potrebbe costituire un precedente sull’applicazione delle norme UE in materia di energie rinnovabili nei Paesi in ritardo.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).









