Arabia Saudita, oltre 1,5 milioni di pellegrini e allerta sicurezza per l’Hajj

ROMA (ITALPRESS) – L’Arabia Saudita ha accolto oltre 1,5 milioni di pellegrini stranieri in vista dell’Hajj 1447 dell’Egira, il grande pellegrinaggio islamico alla Mecca che ogni anno richiama musulmani da ogni angolo del mondo e rappresenta uno degli eventi religiosi e logistici di maggiore portata sul pianeta. Lo riferisce l’agenzia di stampa saudita “SPA”. Secondo i dati diffusi dalle autorità del Regno, fino alla giornata di ieri erano arrivati nel Paese 1.518.153 pellegrini provenienti dall’estero: oltre 1,45 milioni attraverso gli aeroporti, circa 45mila via terra e quasi 6.500 via mare. L’Hajj, uno dei cinque pilastri dell’Islam, è il pellegrinaggio che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita, a condizione di averne la possibilità fisica ed economica. I riti si svolgono ogni anno nella città santa della Mecca e nelle aree circostanti di Mina, Muzdalifa e Arafat, attirando masse enormi di fedeli concentrate in pochi giorni e in spazi limitati, il che rende il controllo dei flussi e la sicurezza una priorità strategica per Riad. Durante una conferenza stampa delle forze di sicurezza saudite, il direttore della Pubblica sicurezza, il generale Mohammed al-Bassami, ha dichiarato che il Regno “non permetterà alcuna pratica che distolga l’Hajj dai suoi obiettivi religiosi”. Le autorità hanno annunciato una vasta operazione contro i pellegrinaggi irregolari, un tema particolarmente sensibile dopo le tragedie degli anni passati legate al sovraffollamento e alle ondate di calore.

Riad ha riferito di avere smantellato 217 false campagne per l’Hajj, respinto centinaia di migliaia di persone prive di autorizzazione e bloccato migliaia di veicoli utilizzati per il trasporto illegale dei pellegrini. In particolare, le forze saudite hanno impedito l’ingresso alla Mecca a oltre 366mila persone senza permesso e a quasi 10mila veicoli impiegati in trasporti non autorizzati. Negli ultimi anni l’Arabia Saudita ha investito miliardi di dollari nell’ampliamento delle infrastrutture e nella gestione digitale dei flussi, ricorrendo all’intelligenza artificiale e a sistemi di monitoraggio avanzati per prevenire le emergenze. I piani di sicurezza di quest’anno prevedono l’impiego di tecnologie di sorveglianza, sensori e sistemi di allerta precoce, oltre a un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza e protezione civile nei luoghi sacri. Secondo quanto riferito dalla SPA, il Ministero dell’Hajj e dell’Umra ha completato i preparativi operativi per la gestione dei flussi nelle aree sacre, nell’ambito di un sistema integrato che coinvolge tutte le autorità competenti. Oltre 30mila operatori sono stati formati per gestire le soluzioni digitali e le operazioni sul campo, mentre più di 600 coordinatori di gruppo e 5mila responsabili di squadra sono stati addestrati per la gestione dei movimenti dei pellegrini nei luoghi santi.

L’intero sistema si basa su soluzioni digitali e lettura dei dati in tempo reale, al fine di ottimizzare i flussi, migliorare la mobilità tra i siti e aumentare la velocità di risposta nelle aree ad alta densità. Un ruolo centrale è svolto anche dalla gestione dei movimenti nella struttura della Jamarat a Mina, dove i pellegrini compiono il rito simbolico della “lapidazione del diavolo”, storicamente uno dei momenti più delicati per il rischio di schiacciamenti e incidenti dovuti alla densità della folla. La società Kidana per lo Sviluppo e la Valorizzazione – braccio esecutivo dell’Autorità Reale per la Città della Mecca e dei Luoghi Sacri – sta consolidando il concetto di accessibilità universale nelle aree del pellegrinaggio, sviluppando infrastrutture e servizi dedicati ai pellegrini con disabilità e agli anziani. I lavori hanno incluso la realizzazione di percorsi dedicati alle carrozzine, l’installazione di bagni e ingressi autonomi, e la predisposizione di pannelli informativi in Braille nelle strutture sanitarie, con istruzioni per l’utilizzo dei servizi. Sono stati inoltre migliorati gli accessi agli edifici e predisposti percorsi facilitati per raggiungere le strutture mediche nei luoghi santi, in linea con gli obiettivi della Vision 2030 del Regno.

Il Ministro della Salute, Fahd bin Abdulrahman Al-Jalajel, ha proseguito le proprie visite ispettive alle strutture sanitarie presenti nelle aree sacre, nell’ambito dei sopralluoghi avviati prima dell’inizio della stagione dell’Hajj 1447 per verificare la prontezza e l’efficienza dei servizi offerti ai pellegrini. Le visite hanno interessato il complesso Isnad della Mezzaluna Rossa, l’ospedale di Mina Al-Wadi, la struttura della Jamarat e le sale di controllo medico “Dimat”. Il Ministro aveva già effettuato in precedenza sopralluoghi all’ospedale di Est Arafat, all’ospedale di Jabal al-Rahma, all’ospedale da campo di Arafat e all’ospedale di Mina Al-Jisr. Il Ministero dell’Hajj e dell’Umra ha invitato i pellegrini ad avvalersi dei 38 centri “Nusuk Inaya” distribuiti tra la Mecca, i luoghi sacri, Medina e Jeddah, che offrono orientamento, risposta alle domande, raccolta di segnalazioni e assistenza agli smarriti. I centri sono supportati da squadre mobili che operano nelle aree ad alta densità. Dall’inizio del mese di Dhul Qa’da, i centri hanno già erogato oltre 130mila servizi ai pellegrini. Il Ministero degli Affari Islamici ha annunciato il completamento dell’arrivo dei 2.500 ospiti del programma del Custode delle Due Moschee Sacre per l’Hajj, l’Umra e la Visita, provenienti da 104 Paesi di tutto il mondo

Tra questi figurano 1.300 personalità islamiche, studiosi e predicatori provenienti da 102 Paesi, 200 pellegrini dalla Liberia e mille familiari e parenti di martiri e feriti che hanno combattuto nell’ambito delle operazioni “Tempesta Decisiva” e “Rinnovare la Speranza” dalla Repubblica del Sudan. Il Ministro degli Affari Islamici, Sheikh Abdullatif Al-Sheikh, ha espresso gratitudine al Re Salman e al Principe ereditario Mohammed bin Salman per questa iniziativa, che a suo avviso “riflette la costante attenzione della leadership all’Islam e ai musulmani nel mondo”. Il Ministero degli Affari Islamici, attraverso la sua sede nella regione di Medina, ha disposto l’impiego di interpreti in diverse lingue presso il sito di Dhul-Hulayfah per assistere i pellegrini in arrivo. Gli interpreti forniscono orientamenti, distribuiscono materiale informativo e illustrano i riti e le disposizioni religiose dell’Hajj, tenendo conto della diversità delle nazionalità e delle lingue dei pellegrini.

– Foto Agenzia SPA –
(ITALPRESS).

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