L’Aquila (ITALPRESS) – Nella centrale piazza Duomo, simbolo della rinascita dell’Aquila, si è svolta la cerimonia militare per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello e di altre autorità civili, militari e religiose. Prima dell’inizio della cerimonia è stata deposta una corona d’alloro al monumento ai vaduti, presso la Villa Comunale dell’Aquila per commemorare quanti non hanno mai fatto ritorno dalla guerra. Il ministro Crosetto, nel suo discorso ha rimarcato: “Oggi non sono qui soltanto per celebrare un anniversario, ma per rendere onore a voi presenti, a chi è impegnato in Italia e all’estero e a chi, purtroppo, non c’è più. Portare qui la festa dell’Esercito è un segno di rispetto verso una comunità che ha saputo trasformare il dolore in rinascita, rialzarsi e ricostruire. Una comunità che, in quel percorso, non è mai stata sola: ha avuto accanto, da subito, l’Esercito, le forze armate, lo Stato”.
“Nelle difficoltà ciascuno di noi cerca una mano a cui aggrapparsi. E quella mano, molto spesso, è quella dei servitori delle Istituzioni: donne e uomini che indossano un’uniforme che non significa prevaricazione, ma servizio; non distanza, ma responsabilità; non potere, ma dedizione. Ognuno di noi sarebbe disposto a sacrificarsi per i propri figli, per la propria famiglia. È naturale. Ma c’è una parte del Paese che ha giurato di fare qualcosa di ancora più grande: sacrificarsi per i figli degli altri, per le famiglie degli altri, per tutti noi. Questo è l’Esercito Italiano. Queste sono le forze armate”, ha concluso. Il generale Portolano ha poi sottolineato “il coraggio e il sacrificio dei soldati che hanno scritto pagine decisive nella storia d’Italia per la libertà e la democrazia consegnandoci un’eredità che non possiamo permetterci di vanificare. In 165 anni di storia, l’Esercito ha sempre svolto un ruolo attivo nelle vicende del Paese. Gli ambienti in cui operano le forze terrestri richiedono grande adattabilità, coesione delle unità, ma soprattutto quella capacità di giudizio che nessun sistema tecnologico potrà mai sostituire integralmente”.
“I droni, i satelliti, le reti cibernetiche e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo di operare e accelerando i processi decisionali, ma non hanno cambiato una verità antica e semplice: la differenza la fa l’uomo. Per questo investire nella formazione e nell’addestramento della componente umana è la scelta fondamentale”. Per il generale Masiello, “qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva. Da una parte la tradizione, che preserva e tramanda il passato; dall’altra l’innovazione, che interpreta il presente e dà forma al futuro. La pace ha un costo e richiede anche un Esercito e Forze Armate in grado di garantire una deterrenza concreta. Servono una formazione al passo con i tempi, innovazione tangibile e standard operativi elevati. In questa prospettiva, servire la Patria significa assumersi responsabilità profonde, soprattutto nei momenti più difficili, continuando a evolversi per assicurare sicurezza e contribuire alla pace. Ogni miglioramento, ogni capacità acquisita, ha un unico scopo: tutelare la vita dei nostri soldati. Non esiste priorità più alta”.
“L’addestramento è il cuore pulsante della forza armata: richiede resistenza fisica e mentale, sacrificio e dedizione, ed è la nostra migliore assicurazione sulla vita. Per questo le risorse a esso destinate non possono mai venire meno. Solo attraverso l’addestramento si protegge la vita dei soldati, si rafforzano le fondamenta della sicurezza nazionale e si consolida una deterrenza credibile. Il soldato è e resterà il principale sistema sul campo di battaglia. Non esistono scuse: gli standard fisici, morali e spirituali che definiamo sono la nostra firma e valgono per tutti, senza eccezioni. È così che si costruisce un’istituzione fondata su integrità, lealtà e coerenza, in cui ciascuno è parte viva di una famiglia che cresce e si rafforza insieme. È nei valori, nel giuramento e nel senso del dovere verso la Patria che si fonda la nostra identità”, ha concluso.
– foto ufficio stampa Esercito Italiano –
(ITALPRESS).









