Crosetto “Le violenze vanno fermate ma serve fare un’analisi profonda”

ROMA (ITALPRESS) – “Le violenze vanno fermate. I violenti vanno puniti. Ai Carabinieri, alla Polizia e le a tutte le forze dell’ordine che hanno difeso le nostre città va la mia gratitudine. La legalità e i diritti alla libertà, alla proprietà, alla libera mobilità, all’incolumità vanno garantiti in ogni modo. Ma sarebbe un errore, parallelamente, non cercare di capire a cosa stiamo assistendo e perché. Sarebbe un errore non cercare di prevenire, di curare, di comprendere una lingua diversa che dice spesso cose che non capiamo. Molti dei fermati sono ragazzi sono giovanissimi minorenni. Comprendere ciò che accade nelle sue motivazioni profonde e originarie, non significa giustificare e dare alibi alle violenze. Sono due cose distinte e parallele. Non servono le classiche giustificazioni pseudo sociologiche, sbrigative, per sentirsi più giusti. Parlo della necessità di un’analisi profonda di come si formano le nuove generazioni, dei modelli di riferimento costruiti al di fuori di scuola e famiglia, di sistemi di valori molto diversi dai nostri, di una nuova percezione di ciò che è bene e ciò che è male, di ciò che è giusto e ciò che non lo è”. Così sui social il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“E dobbiamo dirci con onestà un’altra cosa. Il mondo cambia a una velocità mai vista. Le crisi che sconvolgono la nostra vita nascono a migliaia di chilometri da qui. I cambiamenti tecnologici rischiano di diventare tsunami sociali capaci di mettere in crisi le conquiste democratiche anche dei sistemi più evoluti. Gli strumenti con cui lo Stato risponde, cioè apparati, procedure, processi decisionali, sono stati pensati per un’altra epoca. Sono lenti dove servirebbe rapidità, rigidi dove servirebbe capacità di adattarsi, spesso autoreferenziali dove servirebbe apertura. Non è una questione di colore politico. È un ritardo strutturale che nessun governo, da solo, può colmare. Viviamo al centro di un cambio epocale repentino – aggiunge – che richiede una responsabilità condivisa. Serviranno nuovi patti sociali, nuove vie di convivenza, istituzioni capaci di stare al passo con il proprio tempo. Tutto questo richiede una maturità politica, un senso di responsabilità e una consapevolezza della gravità del momento storico che devono appartenere a tutti. Questo mutamento velocissimo del mondo e dei suoi assetti è ciò che più mi preoccupa. Ed è ciò che, nei limiti delle mie capacità e del mio ruolo, ho cercato di affrontare in questi anni. Ho accumulato anche profonde delusioni, ma non sono mai state una scusa per smettere di provarci. Ancor di più oggi”, conclude Crosetto.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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