
ROMA (ITALPRESS) – All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma ospiterà la proiezione alle ore 21:30 in Sala Sinopoli di “L’assurda storia della Gialappa’s Band” di Walter Veltroni (sezione Special Screenings). Attraversando quattro decenni di comicità, invenzioni e ironia, il regista restituisce il percorso di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, tre protagonisti assoluti che hanno rivoluzionato il linguaggio dell’intrattenimento nel nostro Paese.
“L’assurda storia della Gialappa’s Band” esplora l’universo creativo della storica formazione e il segno lasciato da una comicità unica, capace di attraversare le generazioni e diventare parte integrante della cultura popolare italiana. “Non è la storia di tre amici, loro non si conoscevano – ha raccontato Veltroni -. Cominciano a lavorare insieme quando vengono arruolati da Radio Popolare e poi proseguono in questo cammino folle, facendo televisione da 40 anni senza farsi vedere. La loro innovazione linguistica? Non satira in senso stretto, non comicità come la tv era abituata ad immaginare, ma un universo surreale di cui il Mago Forest è il simbolo ed il filo rosso. Dal punto di vista narrativo era interessante raccontare questa assurdità di tre persone che non si conoscono, non si fanno vedere e che evocano il surreale invece del reale”.
“Non è una idea nostra fare un film su di noi non siamo scemi fino a questo punto!” è la prima battuta di Marco Santin in merito al film. “Quando Attilio De Razza (produttore) ce lo ha proposto ci è sembrato normale chiamare Walter perché ce lo aveva già proposto e perché ha fatto la prefazione al nostro libro”.
Erano anni in cui la televisione stava cambiando “E i giornalisti non accettavano che non ci facevamo vedere. C’era anche un’altra tv oltre alla Rai che iniziava a farsi spazio” e c’erano davvero tante proposte “c’era la banda della Dandini su Rai3 e qualcosa anche su Italia1 e poi c’erano i soldi per fare programmi comici che richiedono molti investimenti – ha spiegato Giorgio Gherarducci -. Mentre i talk show politici non costano nulla basta invitare 4 politici e farli litigare. All’inizio abbiamo ricevuto anche dei rifiuti sulla nostra idea di fare ironia sul calcio: il direttore della redazione sportiva della Rai di allora ci disse che il calcio era una cosa seria e non ci si doveva scherzare sopra. Invece Italia 1 ci diede subito la possibilità di farlo”.
Perché la scelta di non mostrarvi? Per Marco Santin ci sono state “Una serie di motivazioni: la prima è che, in quel periodo, chiunque voleva apparire in televisione ed a noi questa cosa faceva orrore a tutti e tre. Inoltre non era funzionale ai programmi che facevamo: non aveva senso far vedere le nostre facce a “Mai dire Banzai” e poi non avendo mai calcato il palcoscenico, non essendo attori, saremmo stati a disagio”. Dopo tanti anni in Mediaset il passaggio a TV8: “Piersilvio si è arrabbiato perché dice che lo abbiamo tradito e siamo andati via, ma non è vero – ha concluso Giorgio Gherarducci -. Noi chiedevamo di fare programmi ma ci dicevano che Italia1 aveva pochi soldi ed il budget era completamente assorbito da Le Iene. TV8 invece ha messo a disposizione un budget consistente per fare il programma”.
– Foto Ipa Agency –
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