RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS/SPA) – La Commissione reale dell’Arabia Saudita per la provincia di AlUla ha annunciato l’avvio della stagione archeologica 2026-2027 ad AlUla e Khaybar, nell’ambito degli sforzi continui per tutelare il patrimonio culturale e consolidare il ruolo della zona come polo internazionale di ricerca archeologica. Lo riporta l’agenzia di stampa saudita “SPA”. Il programma prosegue i lavori di scavo, documentazione e conservazione degli anni precedenti e unisce attività sul campo, studi specialistici, digitalizzazione, tutela, coinvolgimento della comunità e formazione, per approfondire la conoscenza della storia e delle civiltà successive del nord-ovest della Penisola arabica e rafforzare le competenze nazionali nel settore. I temi di ricerca di quest’anno riguardano la presenza umana antica, i regni arabi preislamici e le comunità delle oasi, le vie di transito e di pellegrinaggio, la storia ambientale e la gestione delle acque, le iscrizioni e il patrimonio scritto, oltre alla cultura materiale e agli stili di vita. Questi assi permettono di collegare le evidenze archeologiche tra siti, periodi e discipline.
Ad Al-Hijr (Hegra) gli studi si concentrano sul centro di presenza umana antica, con analisi di resti vegetali, animali e reperti. A Dadan prosegue la seconda fase del progetto, incentrata su aree funerarie e residenziali. A Khaybar le ricerche esaminano il rapporto tra uomo e oasi dal Neolitico all’epoca islamica, con studi sedimentari, paleoambientali e sulle risorse naturali. Vengono inoltre approfonditi i percorsi di movimento nel sud di AlUla legati a vie di pellegrinaggio e commercio, con fortezze, stazioni ferroviarie e reti di collegamento. Il patrimonio epigrafico rappresenta un filone centrale: sono già state documentate oltre 25 mila iscrizioni ad AlUla. Gli studi specialistici includono analisi di resti faunistici, ceramiche, sistemi di canali e gestione idrica nelle oasi.
La Commissione sottolinea l’impegno nello sviluppo delle capacità nazionali attraverso lavoro sul campo, laboratori, digitalizzazione e collaborazioni internazionali. Studenti universitari partecipano alle attività sotto la supervisione di esperti sauditi e stranieri; sono previste anche iniziative di coinvolgimento comunitario con insegnanti, studenti, narratori e custodi della natura. Il programma rientra nelle azioni di tutela del patrimonio culturale di AlUla e Khaybar e si allinea agli obiettivi di Vision 2030 per la protezione dell’identità culturale del Regno e la sua valorizzazione a livello globale.
– foto SPA –
(ITALPRESS).









