ROMA (ITALPRESS) – “È destituita di ogni fondamento l’affermazione fatta da alcuni esponenti politici che la destinazione dei fondi per il personale scolastico, che decide di lavorare in scuole di montagna, al finanziamento dei docenti tutor sia ‘un magheggio contabile nascosto nelle pieghe del decreto scuola’. In realtà i fondi in questione se non fossero stati riallocati sarebbero andati persi“. Così in una nota il ministero dell’Istruzione e del Merito. “Per attuare la misura del credito d’imposta in favore dei docenti in servizio nei comuni montani, la legge infatti prevede l’individuazione di tali comuni attraverso un Dpcm, provvedimento che richiede un iter complesso e l’intesa in Conferenza Unificata. In assenza del Dpcm, le risorse allocate per tale finalità per il 2026 sarebbero andate perse”, aggiunge.
“Ecco perché il governo ha deciso di spostarle sul contrasto alla dispersione scolastica. Una scelta di efficienza e responsabilità, nell’interesse della scuola. Non vi è dunque alcuna volontà di cancellare il credito d’imposta – prosegue il ministero – né di abbandonare il sostegno ai docenti che scelgono di lavorare nelle scuole dei territori montani. L’obiettivo del ministero è rendere la misura pienamente operativa per il prossimo anno scolastico. Non appena saranno certi i tempi di approvazione del Dpcm, saranno individuate le risorse effettivamente necessarie anche per l’anno finanziario 2027. È quindi sbagliato parlare di 40 milioni ‘tolti ai docenti di montagna’ o sostenere che il Governo abbia deciso di penalizzare le aree più svantaggiate. È opportuno che, su questioni così importanti per la scuola e per i territori, la comunicazione sia sempre improntata a completezza e correttezza onde evitare disorientamento tra gli stessi operatori scolastici”, conclude la nota.
– foto IPA Agency –
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