La notte di Bursa – temuta come il seguito di un terribile film ambientato in Turchia, “Fuga di mezzanotte” – s’è conclusa con la clamorosa fuga dell’Italia di Mancini dalla crisi esplosa a Roma con il Belgio. Quattro gol ai turchi, avviso alla Francia. Titoli al volo: “Azzurri, ritratti del coraggio”, “Pio e Sebastiano – Fratelli d’Italia”, “L’Italia di Kayode”. Preferisco questo, perchè il ventiduenne ragazzo del Brentford – nato a Borgomanero da genitori nigeriani, cresciuto nella Juve ma spedito al Gozzano (come un Paolino Rossi qualsiasi), ripescato da Italiano alla Fiorentina eppoi esiliato in Premier League – è il protagonista emblematico del momento azzurro, forte e tecnico, piedi buoni e mani-catapulta, testimone della mia campagna a favore dei tecnici di Coverciano e del tempo perduto nell’inutile annosa ricerca di un posto al Mondiale. Roberto Mancini lasciò la Nazionale il 23 agosto del 2023 per andarsene in Arabia Saudita. Scrissi di affidare la Nazionale al suo vice, Alberto Bollini, tecnico dell’Under 19. Inutilmente. La palla passò a Spalletti che si era inventato un anno sabbatico dopo lo scudetto di Napoli e disse subito sì a Gravina, vecchio amico che non mi ha mai ascoltato perchè circondato da un gruppo di spaventati. Quando Spalletti se ne andò, sconfitto, l’8 giugno del 2025, riproposi Bollini, rammentando la vittoria europea della sua Under 19. Si accese e si spense in pochi mesi Gattuso (dal giugno del 2025 all’aprile del 2026) e allora alzai il tiro, proposi Silvio Baldini, il meglio di Coverciano con l’Under 21 che per un breve credito azzurro al toscanaccio fu Nazionale per due amichevoli vinte contro il Lussemburgo e la Grecia. Poi fu farsa, follìa, Maldini, Pirlo ct per un giorno. E infine Mancini, discusso e osteggiato dai critici che dopo il Belgio han gridato: “L’avevamo detto”. E speravano in una brillante marcia turca. Scusate, ha vinto una bella Italia che si è affidata a un veterano, Bastoni, subito in gol per dire “ci sono”, all’ottimo Frattesi incredibilmente ripudiato dall’Inter e ai giovani che potranno regalarci un futuro migliore. Ho speso tante parole per Kayode perchè fu un suo gol a dare la vittoria europea all’Under 19 – e qualcuno in tv se n’è ricordato – e saluto con entusiasmo San Pio Esposito che ha firmato la rinascita turca. C’è un altro titolo banale, fate voi: I GIOVANI TURCHI. Guarda caso, si chiamavano così i dirigenti che nel dopoguerra rilanciarono il calcio italiano. Lo sapeva Malagò?
L’Italia dei giovani turchi: poker alla Turchia e rinascita azzurra
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