ROMA (ITALPRESS) – L’esercito sudanese ha respinto le accuse formulate dall’Etiopia secondo cui il Sudan fornirebbe sostegno a gruppi armati ostili ad Addis Abeba. Lo riporta la Tv al Arabiya. Il portavoce delle Forze armate sudanesi, brigadier generale Asim Awad, ha dichiarato che l’esercito “non si immischia negli affari interni di altri Paesi e non accetta alcuna violazione della propria sovranità”. Ha invitato la parte etiope a “verificare con accuratezza e responsabilità” le informazioni e a ricorrere ai canali ufficiali. Secondo Awad, le accuse etiopi “sono prive di fondamento”.
Al contrario, ha affermato, l’esercito sudanese dispone di informazioni sul “continuo sostegno alla milizia di Dagalo (Forze di Supporto Rapido, ndr) proveniente dal territorio etiope”. Il portavoce ha ribadito che le forze armate sudanesi resteranno “vigilanti nella protezione dei confini e di tutto ciò che minaccia la sicurezza e la stabilità del Paese”. Le accuse erano state avanzate dal capo di Stato maggiore delle Forze di difesa nazionali etiopi, maresciallo Berhanu Jula.
In dichiarazioni diffuse dalla piattaforma mediatica dell’esercito etiope, Jula ha sostenuto che Egitto, Sudan e “altri attori” starebbero fornendo sostegno e attrezzature a un nuovo fronte di gruppi armati e politici volto a destabilizzare l’Etiopia. Secondo Jula, né il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray né l’Eritrea costituirebbero una minaccia significativa senza aiuti esterni.
Ha collegato le attuali sfide di sicurezza a una “strategia più ampia” portata avanti da quelli che ha definito “nemici storici”, incapaci di attaccare direttamente il Paese. Nel frattempo, in Etiopia settentrionale proseguono le tensioni: una drone ha colpito domenica un edificio della televisione pubblica del Tigray a Mekelle, mentre i ribelli locali parlano di “guerra totale” contro il governo federale.
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