TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – La Procura generale libica ha avviato l’azione penale contro un membro della Forza di Intervento e Controllo (una delle unità di sicurezza più potenti della Libia occidentale, dipendente direttamente dall’ufficio del primo ministro) per l’omicidio di un civile, Al-Hashimi Musbah Al-Shalabi, e il tentato omicidio di suo fratello.
Secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale dell’ufficio del procuratore generale, la Corte d’appello di Al-Khums ha condannato l’imputato alla pena di morte per “qisas” (la legge del taglione prevista dalla sharia, che consente alla famiglia della vittima di chiedere la pena capitale).
La sentenza rappresenta un caso raro in Libia, dove le condanne a morte contro membri delle forze di sicurezza sono quasi inesistenti, e arriva in un contesto di crescente tensione per l’impunità delle milizie.
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