A Torino la Convention di iDEE, l’associazione delle Donne del Credito Cooperativo

TORINO (ITALPRESS) – Un’altra storia è quella complementare da narrare. Che, se non emerge, rende l’intera storia più povera. Incompleta. Raccontare questa “altra” storia e il contributo delle donne, dalla partecipazione politica alla ricerca scientifica, dalla leadership alle buone pratiche nate nei territori, è stato il filo conduttore della 22 Convention di iDEE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo, che si è svolta oggi a Torino, nella Sala 500 del Centro Congressi Lingotto, dal titolo “Tutta un’altra storia. Il contributo femminile che fa la differenza”. Ad aprire i lavori, si legge in una nota, la Presidente di iDEE, Teresa Fiordelisi, il Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba ed Elia Dogliani, Presidente della Federazione BCC Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, seguiti dall’intervento di Alessandro Azzi, Presidente Onorario di iDEE. “Le donne della nostra epoca vivono un’invisibilità estesa, che attraversa mezzi di comunicazione, coscienza collettiva e che si insinua nell’immaginario comune, con conseguenze estremamente concrete su spazi e opportunità che le donne possono abitare” ha detto Fiordelisi. I dati più recenti testimoniano il profondo gender gap nella narrazione mediatica. Su scala mondiale, secondo il Global Media Monitoring Project (GMMP 2025) solo il 26% delle persone viste, ascoltate o citate nelle notizie sono donne, nonostante rappresentino circa la metà della popolazione.

La scarsa presenza femminile nei media non è solo un problema mediatico: riflette anche una minore presenza femminile nelle posizioni da cui si prendono decisioni economiche e politiche. Per l’Italia, l’EIGE (European Institute for Gender Equality), l’agenzia dell’Unione Europea che misura la parità di genere, evidenzia come la voce “potere” registri i valori più bassi rispetto alle altre dimensioni analizzate (lavoro, salute, istruzione, ecc.). Questo indicatore considera la presenza femminile nelle istituzioni politiche; nei consigli di amministrazione; nei vertici economici; nei luoghi di decisione pubblica. I dati Consob del 2025 mostrano come il numero già esiguo di donne amministratrici delegate e presidenti si sia ulteriormente ridotto. Infine, secondo il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum l’Italia occupa l’85° posto su 148 Paesi. La dimensione più critica resta quella dell’occupazione e delle opportunità economiche, dove l’Italia si colloca al 117° posto a livello mondiale. Il nostro Paese continua ad essere tra i Paesi Ue con il più basso tasso di occupazione femminile, con un divario occupazionale tra uomini e donne pari al 17,4%, contro una media Ue del 9,1%.

“Oggi ci troviamo a raccontare un’altra storia, per dare spazio e riconoscimento pubblico e collettivo al contributo femminile” ha proseguito Fiordelisi. “Abbiamo bisogno di raccontare esperienze e vite che possano diventare modello e ispirazione per le giovani donne che verranno, ed elementi di riflessione per i giovani uomini con loro. Crediamo nell’importanza e nell’urgenza di raccontare una storia più completa, fatta di nomi, volti, vite e contributi rimasti latenti; centrali, eppure così poco noti. Questa narrazione non serve a noi donne per rivendicare spazi: serve alla società tutta per ricordarsi che l’unico modo per costruire un futuro sostenibile è valorizzare ogni risorsa a disposizione”. “Spetta a noi creare una coscienza che diventi una prassi” ha confermato dell’Erba, sottolineando l’importanza dell’indipendenza economica per le donne: “Da sempre siamo convinti che l’indipendenza sia veicolo di libertà. E che il fattore economico sia fondamentale per l’autodeterminazione: per scegliere, occorre conoscere. Equità e pari opportunità rappresentano un binomio che si declina anche in funzione di garantire a tutte le persone la conoscenza come strumento di capacitazione. Dall’educazione finanziaria come concetto, bisogna passare all’educazione finanziaria come pratica e il Credito Cooperativo è impegnato, attraverso numerose iniziative, a favorire questo processo”.

“È un impegno che riguarda anche la nostra identità e che trova riferimento preciso nell’articolo 2 del nostro Statuto. L’educazione finanziaria non è solo conoscenza: è uno strumento di autonomia, consapevolezza e partecipazione”, ha concluso dell’Erba. “Nel Credito Cooperativo siamo abituati a parlare di prossimità” ha ribadito Azzi. “Ma la prossimità non è soltanto una misura geografica. La prossimità, per una banca cooperativa, significa ascoltare. Significa creare le condizioni perché persone diverse possano portare dentro l’organizzazione il proprio punto di vista, la propria esperienza, le proprie competenze. E significa riconoscere che una comunità è davvero conosciuta da una banca quando quella banca riesce a rappresentarne la pluralità. Da questo punto di vista, la presenza femminile non è per il Credito Cooperativo un elemento accessorio. È una componente della nostra capacità di essere realmente banche del territorio”.

A parlare di partecipazione e di ruolo femminile nella vita pubblica a 80 anni dal voto è intervenuta Elena Bonetti, parlamentare e Presidente della Commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto: “Fin dall’inizio è emerso come l’essere partecipe nella vita pubblica per le donne fosse elemento imprescindibile e indispensabile nel percorso di ricostruzione della Repubblica. Non vuol dire semplicemente essere presenti. Né vuol dire una rivendicazione di una rappresentanza o di una tutela di una ‘parte’. Si tratta di qualcosa di molto più profondo che risiede nell’anima stessa della democrazia rappresentativa perché la democrazia rappresentativa del nostro Paese impone la responsabilità di diventare partecipativa, collegando un verbo con una dinamica di attivazione di processo comunitario e di azione nel quale le donne fin da subito si sono caratterizzate e distinte”. “L’agire delle donne nella politica è un agire generativo, che connette e congiunge, in grado di attivare battaglie per le altre e di agire trovando percorsi di sintesi e di dialogo – ha concluso la Bonetti. Un’attitudine alla politica che si proietta nella direzione del futuro e che rende possibile un futuro migliore. Per tutti”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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