La Nato pubblica i “Requisiti per la resilienza”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Non basta disporre di forze pronte al combattimento se energia, trasporti, reti digitali, sanità e catene logistiche non sono in grado di funzionare sotto attacco. È su questa saldatura fra dimensione civile e militare che la Nato costruisce i nuovi “2026 Resilience Baseline Requirements”, pubblicati per la prima volta dall’Alleanza.

Il documento traduce la resilienza in capacità concrete necessarie a sostenere deterrenza e difesa: continuità del governo e dei servizi essenziali, approvvigionamento energetico, gestione dei movimenti di popolazione, sicurezza di acqua e alimenti, risposta alle vittime di massa, comunicazioni e trasporti civili resilienti. “I singoli Paesi alleati, e la Nato nel suo complesso, devono essere in grado di resistere, rispondere e riprendersi rapidamente da shock e interruzioni”, ha affermato il segretario generale Mark Rutte.

La revisione considera scenari che comprendono sabotaggi alle infrastrutture critiche, cyberattacchi, dipendenze strategiche, tecnologie emergenti, disastri naturali e vulnerabilità connesse ai sistemi spaziali. Centrale anche l’Host Nation Support: risorse e infrastrutture civili devono poter sostenere il dispiegamento e il mantenimento delle forze alleate anche in ambiente conteso. Al vertice dell’Aia del 2025 gli Alleati hanno previsto fino all’1,5% del Pil per spese connesse a difesa e sicurezza, comprese resilienza e preparazione civile. Una capacità che la Nato considera ormai parte integrante della credibilità della propria postura militare.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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