
ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Terran R per la NASA entra nel perimetro delle future opportunità di lancio dell’agenzia statunitense con l’assegnazione a Relativity Space del contratto NASA Launch Services II (NLS II). Per la società americana si tratta soprattutto di un passaggio di posizionamento industriale: l’inclusione nel contratto non equivale all’assegnazione di una missione, ma rende il nuovo lanciatore disponibile nell’ambito attraverso il quale la NASA acquisisce servizi di accesso allo spazio per una parte delle proprie attività.
La NASA ha assegnato a Relativity Space il contratto NLS II per il servizio di lancio Terran R attraverso la clausola di ingresso prevista dal programma. Il meccanismo consente infatti, con cadenza annuale, a nuovi fornitori di competere per le opportunità future e permette agli operatori già presenti di aggiungere vettori non ancora compresi nei rispettivi contratti. È questa caratteristica a dare alla decisione una rilevanza che va oltre il rapporto tra l’agenzia e una singola azienda. L’NLS II è strutturato come un contratto a più aggiudicatari, a quantità e fornitura indefinite: mantiene quindi aperto nel tempo il bacino industriale dal quale la NASA può selezionare servizi di lancio in funzione delle esigenze delle singole missioni.
Per Relativity Space, l’inserimento di Terran R nell’NLS II crea le condizioni contrattuali per concorrere nel mercato delle missioni istituzionali gestite attraverso questo strumento. Non rappresenta, invece, la garanzia di un ordine né certifica l’assegnazione di un volo futuro: saranno le successive esigenze della NASA e le relative procedure di acquisizione a determinare le opportunità effettivamente accessibili al vettore. La distinzione è rilevante dal punto di vista industriale. Entrare in un veicolo contrattuale utilizzato da un grande cliente pubblico significa ottenere l’accesso a un potenziale mercato, mentre la trasformazione di tale accesso in attività operativa dipende dalle successive aggiudicazioni. Nel caso dell’NLS II, questo orizzonte si estende per diversi anni: il periodo di ordinazione arriva fino a giugno 2030, mentre quello complessivo di esecuzione prosegue fino a dicembre 2032. I contratti NLS II supportano gli obiettivi delle direzioni NASA responsabili delle missioni di volo spaziale umano, delle missioni scientifiche e delle attività di ricerca e tecnologia. Attraverso lo stesso strumento l’agenzia può inoltre fornire servizi di lancio ad altre amministrazioni federali, tra cui la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Per Terran R, dunque, il valore industriale dell’ingresso nell’NLS II risiede nella possibilità di inserirsi in una domanda pubblica che comprende differenti categorie di missione e che non si esaurisce necessariamente nelle esigenze interne della NASA
La clausola utilizzata per l’ingresso di Relativity Space evidenzia anche un elemento strutturale della strategia di approvvigionamento della NASA. La possibilità di introdurre annualmente nuovi fornitori e nuovi vettori permette all’agenzia di aggiornare il proprio portafoglio di servizi mentre evolve l’offerta commerciale di lancio. Per l’industria, il meccanismo riduce la rigidità che deriverebbe da un elenco di fornitori definito una volta per tutta la durata del contratto. Nuovi operatori possono entrare nel perimetro NLS II e quelli già selezionati possono proporre sistemi ulteriori, mantenendo aperta la competizione durante un ciclo contrattuale pluriennale. L’inclusione di Terran R va letta in questo quadro. Relativity Space acquisisce una posizione dalla quale potrà concorrere per future opportunità NASA, mentre l’agenzia amplia le alternative potenzialmente disponibili per soddisfare le proprie esigenze di lancio.
La gestione dell’NLS II resta affidata al Launch Services Program della NASA presso il Kennedy Space Center, in Florida. Saranno le future assegnazioni a stabilire se e in quale misura l’ingresso contrattuale di Terran R si tradurrà in missioni effettive. Per ora, il dato industrialmente significativo è l’accesso: il nuovo vettore entra formalmente nel sistema attraverso il quale la NASA mantiene e rinnova la propria base di fornitori di servizi di lancio.
– Foto Ipa Agency
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