
TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – L’Iran ha ribadito che i colloqui con il Sultanato dell’Oman sullo Stretto di Hormuz sono giunti alle fasi conclusive. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso della conferenza stampa settimanale di oggi, a Teheran, ripresa dalla Tv iraniana “al Alam”, ha dichiarato che le trattative con Mascate hanno raggiunto le fasi finali e che è atteso un’intesa su un passaggio temporaneo sicuro attraverso questo corridoio nei prossimi giorni.
BAGHAEI “NEGOZIATO STRUMENTO PER SALVAGUARDARE GLI INTERESSI DEL PAESE”
L’Iran ha rinnovato le critiche agli Stati Uniti senza escludere del tutto l’opzione del negoziato. Lo riporta la Tv al Arabiya. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, rispondendo al vicepresidente americano JD Vance, ha dichiarato: “Questa non è una guerra, ma un’aggressione palese”. Baghaei ha sottolineato che il negoziato “non è né buono né cattivo in assoluto”, ma rappresenta “uno strumento per salvaguardare gli interessi del Paese”.
Nel corso della consueta conferenza stampa settimanale di oggi, ha spiegato che il ministero degli Esteri segue le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e sostiene le forze armate. Il diplomatico ha aggiunto che il dialogo è “uno strumento per far avanzare gli interessi del Paese, per garantire la sicurezza nazionale e la diplomazia”. Riguardo agli sforzi di mediazione, Baghaei ha riferito che una delegazione qatariota ha visitato Teheran ieri, domenica, per contribuire a ridurre l’escalation.
Il portavoce ha inoltre criticato la bozza di risoluzione presentata da Stati Uniti e paesi europei contro Teheran all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, definendola basata su un rapporto “politicizzato” del direttore generale Rafael Grossi. Ha giudicato “illogico” che gli europei spingano per una risoluzione delle Nazioni Unite contro l’Iran mentre “la guerra imposta” rende difficile l’accesso agli impianti nucleari. Baghaei ha concluso ribadendo che Teheran reagirà qualora l’organo di controllo nucleare dell’Onu adottasse una risoluzione contro il Paese.
RADDOPPIA IL PREZZO DELLA BENZINA
Il governo iraniano ha annunciato il raddoppio del prezzo della benzina venduta al di fuori delle quote sussidiate, portandolo a 10.000 toman al litro a partire dall’alba di martedì. Lo riporta il giornale Asharq al Awsat.
Si tratta dell’ultima misura adottata per far fronte alla crisi dei carburanti aggravata dalla guerra e dal blocco navale americano. La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha spiegato che il prezzo della benzina acquistata con le carte delle stazioni di servizio salirà da 5.000 a 10.000 toman al litro, mentre le quote mensili sussidiate resteranno invariate. I proprietari di auto ricevono 60 litri al mese a 1.500 toman al litro, seguiti da una seconda quota di 50 litri a 3.000 toman. Oltre tali limiti i consumatori devono ricorrere alle carte delle stazioni al prezzo più elevato.
Mohajerani ha aggiunto che riunioni governative avevano esaminato diverse opzioni di prezzo prima di fissare i 10.000 toman, in base a un impegno assunto in precedenza dal presidente Masoud Pezeshkian.
I ricavi derivanti dall’aumento saranno destinati a sostenere il costo della vita della popolazione.
Poche ore prima dell’annuncio Pezeshkian aveva presieduto una riunione di governo sulla gestione dei consumi di carburante, chiedendo che tutte le fasi decisionali fossero accompagnate da un piano di comunicazione “preciso e trasparente”. Ha annunciato inoltre che incontrerà personalmente i rappresentanti delle associazioni degli autisti di camion, dei tassisti e delle piattaforme di trasporto online per illustrare le nuove politiche e discutere le loro preoccupazioni.
– Foto Ipa Agency –
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