LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – E’ proseguito oggi a La Valletta il processo sull’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, con una nuova udienza che ha visto al centro l’interrogatorio, effettuato dalla polizia nel 2019, dell’imprenditore Yorgen Fenech.
La registrazione, acquisita come prova e mostrata nel corso dell’udienza, ha riproposto le accuse di Fenech nei confronti di Keith Schembri, capo di gabinetto dell’ex premier Joseph Muscat.
E proprio il nome di Muscat è stato tirato in ballo dall’imprenditore, perchè a suo avviso l’ex premier avrebbe “saputo” dei presunti piani per uccidere la giornalista. Secondo Fenech, Muscat era “una delle tre persone” che sapevano “al 100%” del presunto coinvolgimento di Schembri, insieme all’imprenditore Johann Cremona e al medico Adrian Vella.
In un’altra parte della registrazione, Fenech ha affermato che Schembri voleva “sbarazzarsi” di Caruana Galizia da anni “a causa dei suoi articoli su di lui”. Secondo Fenech, un piano iniziale, poi fallito, prevedeva un pagamento di 30.000 euro a dei sicari. Successivamente Melvin Theuma, inquadrato nel processo come “l’intermediario” con gli esecutori materiali, avrebbe, secondo Fenech, trovato altri killer, che però chiedevano un pagamento di 120.000 euro.
Theuma, sempre secondo la testimonianza resa da Fenech alla polizia, avrebbe immediatamente informato Schembri, il quale a sua volta avrebbe risposto di “procedere”. Gli inquirenti hanno ripetutamente contestato la versione dei fatti resa da Fenech.
L’ispettore Kurt Zahra ha messo in guardia i giurati sul contenuto dell’interrogatorio di Fenech, sottolineando che l’imprenditore avrebbe “ripetutamente cercato di indirizzare gli investigatori” verso argomenti “di cui voleva parlare”.
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(ITALPRESS).









