PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha pubblicato il primo lotto di immagini acquisite dal suo primo satellite di monitoraggio tramite telerilevamento dedicato alla tutela del patrimonio culturale e alla salvaguardia dei reperti culturali.
Il satellite Wenwu-01 è stato lanciato il 15 giugno 2026 da un razzo vettore Lijian-1 da una zona pilota per l’innovazione spaziale commerciale nella Cina nord-occidentale.
La Cina dispone di risorse del patrimonio culturale molto diversificate, tra cui beni come edifici antichi, siti archeologici e templi rupestri, oltre a siti culturali lineari di lunghissima estensione, come la Grande Muraglia e il Gran Canale Pechino-Hangzhou. Molti di questi luoghi si trovano in aree remote, tra cui montagne impervie, deserti e valli fluviali, dove le condizioni ambientali sono complesse e i costi per l’accesso del personale e il monitoraggio a lungo termine sul posto sono estremamente elevati.
Tradizionalmente, la tutela dei reperti culturali si è basata principalmente su ispezioni condotte dal personale, segnalazioni locali e controlli a campione tramite droni. Questi metodi presentano tuttavia limiti significativi, tra cui una copertura ridotta, una bassa frequenza di monitoraggio e ritardi nell’aggiornamento dei dati.
A differenza dei satelliti convenzionali di telerilevamento, il Wenwu-01 è stato specificamente ottimizzato per le missioni di tutela del patrimonio culturale. Il suo scopo non è individuare le strutture del patrimonio, ma monitorare i cambiamenti nell’ambiente esterno circostante.
Il satellite dispone di capacità di acquisizione di immagini ad alta risoluzione, che raggiunge il mezzo metro, consentendogli di rilevare lievi alterazioni della superficie. È dotato di un modello di riconoscimento basato sull’intelligenza artificiale, addestrato specificamente su scenari relativi al patrimonio culturale, che permette di individuare con precisione i cambiamenti nei confini dei siti e attività edilizie anomale. Dispone inoltre di una maggiore frequenza di rivisitazione e capacità di osservazione, a supporto del monitoraggio dinamico continuo delle aree chiave.
Il satellite può effettuare ispezioni dinamiche di routine delle aree protette. Attraverso il confronto tra immagini acquisite in momenti diversi, può individuare con precisione le attività illegali, contribuendo a impedire che gli interventi di sviluppo danneggino i siti storici.
Inoltre, il satellite può eseguire il monitoraggio a lungo termine delle deformazioni del terreno nei siti del patrimonio culturale, fornendo allerte tempestive sui rischi di calamità come frane, inondazioni, erosione causata da vento e sabbia e subsidenza del suolo.
(ITALPRESS).




















