La Corte dei Conti parifica il Rendiconto generale della Regione Puglia, Decaro “Intervenire sulle criticità” / Video

BARI (ITALPRESS) – La Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale della Regione Puglia per l’esercizio 2025, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 29 aprile, rilevando il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica fissati dal Governo, il rispetto degli equilibri di bilancio e, soprattutto, il definitivo superamento del disavanzo di amministrazione sostanziale. Il giudizio è stato pronunciato questa mattina dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Puglia, presieduta da Cinzia Barisano, con relatori Salvatore Romanazzi, Daniela Piacente e Donatella Palumbo. La requisitoria è stata invece affidata alla procuratrice regionale Carmela De Gennaro. Tra gli elementi più significativi evidenziati dalla Corte figura il risultato di amministrazione sostanziale positivo per 5,16 milioni di euro, che segna l’uscita della Regione dal disavanzo di amministrazione. È stato inoltre confermato il rispetto del limite di indebitamento, attestatosi al 2,7%, ampiamente al di sotto della soglia massima del 20% prevista dalla normativa. I residui attivi ammontano a 15,74 miliardi di euro, quelli passivi a 11,21 miliardi.

Sul piano della gestione finanziaria, le entrate accertate sono salite a 16,06 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 15,55 miliardi del 2024. Diminuiscono però le riscossioni di competenza, mentre crescono gli impegni di spesa, pari a circa 15,86 miliardi. La spesa corrente continua a rappresentare circa il 73% del totale, mentre torna ad aumentare l’incidenza degli investimenti, che raggiungono il 13,59% della spesa impegnata, dopo il calo registrato nell’esercizio precedente. In sensibile diminuzione il fondo cassa finale, passato da oltre 952 milioni di euro di inizio esercizio a 95,56 milioni. La Corte dedica ampio spazio anche all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I progetti della Missione 6 dedicata alla sanità assorbono quasi il 40% delle risorse assegnate, ma la capacità media di spesa si ferma al 33,38%. Particolarmente contenuta quella relativa proprio alla Missione Salute, che raggiunge appena l’8,9% dei pagamenti previsti. Criticità vengono segnalate anche nell’attuazione della programmazione europea 2021-2027, dove persistono ritardi sia negli impegni sia nei pagamenti. Positivo, invece, il completamento della programmazione 2014-2020, che ha consentito di utilizzare integralmente le risorse disponibili anche grazie al ricorso all’overbooking.

Resta la sanità il capitolo più delicato del rendiconto. Secondo la Corte, il bilancio consolidato del Servizio sanitario regionale si è chiuso nel 2025 con una perdita di 349,1 milioni di euro, coperta attraverso una manovra finanziaria fondata principalmente sull’incremento dell’addizionale regionale Irpef. Superano inoltre i tetti programmati sia la spesa farmaceutica, pari a 1,75 miliardi di euro a fronte di un limite di 1,37 miliardi, sia quella per i dispositivi medici, la cui incidenza raggiunge il 7% del Fondo sanitario nazionale rispetto al tetto del 4,4%. La Corte evidenzia comunque il miglioramento registrato nel 2024 negli indicatori relativi ai Livelli essenziali di assistenza nelle aree della prevenzione e dell’assistenza distrettuale, mentre si registra un peggioramento nell’area ospedaliera.

Tra gli altri aspetti monitorati figurano l’aumento dei debiti fuori bilancio, pari a 2,44 milioni di euro per quelli riconosciuti con legge e a 8,67 milioni per quelli derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, il rafforzamento della situazione economico-patrimoniale della Regione, con un utile d’esercizio di 84,82 milioni e un incremento del patrimonio netto del 42,5%, oltre al proseguimento delle attività di valorizzazione del patrimonio immobiliare e di razionalizzazione delle società partecipate, pur in presenza di alcuni ritardi. La Corte rileva infine il rispetto dei limiti di spesa per il personale, cresciuta solo marginalmente rispetto all’anno precedente per effetto delle stabilizzazioni e delle assunzioni programmate.

“La parifica – ha dichiarato a margine Decaroè stata positiva, anche se ci sono luci e ombre. Ci sono luci legate al fatto che finalmente è stato azzerato definitivamente il disavanzo che era stato previsto da una norma sull’armonizzazione contabile. Ci sono risultati positivi sui livelli di assistenza legati alla sanità. Ci sono ombre ancora importanti come problemi di liquidità, il tema del ritardo nei pagamenti su quegli interventi che sono stati finanziati dal Pnrr. Poi c’è il tema dei temi, quello del disavanzo sanitario a 349 milioni di euro. Mi sono assunto la responsabilità della manovra, dell’utilizzo della leva fiscale per coprire quel disavanzo, ma abbiamo anche utilizzato fondi regionali attraverso tagli ai costi della politica”.

“Ieri – ha sottolineato – abbiamo tagliato 35 milioni di euro di costi della politica, togliendoli al Consiglio regionale, utilizzando avanzi di amministrazione. Prima di chiedere un sacrificio ai cittadini abbiamo chiesto un sacrificio alla politica regionale. Ora ci sono sistemi di controllo e anche una task force che sta controllando quotidianamente i costi, che però tenderanno ad aumentare perché in queste ore il ministro Schillaci ha chiesto al ministro Giorgetti altri 5 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale perché, come dice la stessa Corte dei conti, c’è un aumento dei costi che non va di pari passo con l’aumento del Fondo sanitario nazionale”.

“Il Fondo sanitario nazionale che viene distribuito alle Regioni – ha specificato a tal proposito – è inferiore all’aumento dei costi, che molte volte sono indiretti come il nuovo contratto del personale medico di cui si sta discutendo in queste ore, che prevede un ulteriore costo che poi sarà scaricato sulle Regioni; il passaggio dell’acquisto di farmaci dagli ospedali direttamente alla possibilità di prenderli in farmacia: sono 154 i farmaci di cui in questi giorni il Governo sta discutendo con Aifa e passeranno sui banconi. È un servizio di prossimità per i cittadini, però aumentano i costi per la Regione”.

“Sono costi sui quali la Regione – ha concluso – non può fare niente. Noi cercheremo di intervenire su quelle che sono le inefficienze, i ritardi, i problemi, attraverso una cabina di regia che tiene insieme i direttori generali e la macchina amministrativa della Regione per evitare sprechi e inefficienze, cercando di ottimizzare la spesa senza toccare i servizi, anzi cercando di migliorarli”.

– foto xa2/Italpress –

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