ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta oggi pomeriggio alla Farnesina la prima riunione a livello tecnico dell’Alleanza Globale per la Soluzione a due Stati. La riunione ha consentito di fare il punto sui progressi compiuti nel processo politico fra Israele e Palestina, esplorando nuove sinergie con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e le strutture del Board of Peace, a un anno dalla dichiarazione di New York e in vista della riunione ministeriale dell’Alleanza prevista in settembre durante la Settimana all’Onu di New York.
Protagoniste dei lavori sono state 25 delegazioni, inclusive dei Paesi co-presidenti dei Gruppi di lavoro della Conferenza per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati, e di ulteriori Paesi e organizzazioni profilati nel dossier: Lega Araba, Egitto, Regno Unito, Germania, Svizzera, Marocco, Paesi Bassi, Turchia, Qatar, Canada, Brasile, Messico, Irlanda, Italia, Giappone, Francia, Spagna, Giappone, Giordania, Indonesia, Arabia Saudita, Unione Europea, Norvegia.
Presenti anche rappresentanti palestinesi e delle Nazioni Unite. È inoltre intervenuto da remoto l’Alto Rappresentante per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov, incaricato di coordinare l’attuazione del Piano di Pace in 20 Punti. Al termine della sessione di oggi sono emersi alcuni spunti operativi per la riunione ministeriale di settembre, che andranno messi a punto nelle prossime settimane. Domattina si terrà il segmento di alto livello co-presieduto dal ministro Tajani e dal ministro saudita Faisal bin Farhan, e con la partecipazione della ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese Varsen Aghabekian. I due giorni di lavori si concluderanno con un seminario sul dialogo interreligioso.
TAJANI “GUAI A RINUNCIARE ALL’AMBIZIONE DI SOLUZIONE DIPLOMATICA”
“Nessuno si illude che una soluzione due popoli due Stati sia facile e che la pace in Medio Oriente si possa trovare senza un grande lavoro, ma guai a fermarsi o rinunciare all’ambizione di raggiungere una soluzione diplomatica che ponga fine a decenni di guerre”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tg2 Post. “Il dialogo interreligioso è uno strumento fondamentale, perché se cristiani, ebrei e musulmani riescono a parlarsi tra loro forse si può disinnescare qualche mina che rende più complicato il lavoro per la costruzione della pace: è inaccettabile che Israele, attraverso i coloni, voglia continuare a occupare spazi in Cisgiordania come lo è che vengano bruciate le moschee, attaccati i villaggi cristiani, messe in atto azioni antisemite come ripercussione di ciò che accade in Medio Oriente”, continua Tajani.
Per il ministro “Roma sta diventando in questi giorni capitale della pace: la riunione dedicata alla soluzione due popoli e due Stati si unisce a quella del 4-5-6 agosto a Roma, che fungerà da vertice tra Palestina, Israele e Libano. L’Italia ha nel quadro mediorientale un ruolo di grande importanza: svolgere questi due vertici a Roma è una scelta politica, perché l’Italia è considerata da tutti un interlocutore in grado di confrontarsi con tutti i Paesi dell’area mediorientale; pure con l’Iran teniamo un dialogo aperto, anche se non ne condividiamo le scelte militari sul nucleare”.
“Affinché lo Stato palestinese nasca bisogna fare in modo che venga prima riunificato: oggi la Cisgiordania è governata dall’Autorità nazionale palestinese, che è una forza moderata e dialoga con tutti, ma dall’altra parte a Gaza c’è Hamas, che ancora controlla una parte importante del territorio; dobbiamo fare in modo che venga disarmato e possa esserci una riunificazione che dia vita insieme a Israele in un vero e proprio Stato. Ci vorrà tempo, ma è la soluzione migliore affinché questo Stato palestinese riconosca Israele e sia da questo riconosciuto – aggiunge Tajani, – Dobbiamo lavorare perché tutto ciò che serve a ricostruire Gaza possa essere realizzato; in tal senso gli incontri di Roma sono un messaggio che vogliamo lanciare per favorire la pace”
– Foto Ipa Agency –
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