BARI (ITALPRESS) – Un ingente investimento finalizzato a rafforzare le capacità operative della Guardia Costiera e a consolidare il ruolo del porto di Bari come hub strategico del Mezzogiorno. È questo il progetto presentato questa mattina nel Molo Borbonico del porto del capoluogo pugliese, l’intervento di potenziamento delle infrastrutture a servizio della sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto, che prevede la realizzazione di nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo. L’opera consentirà di rafforzare le attività della Guardia Costiera in materia di sicurezza della navigazione, ricerca e soccorso, controllo del traffico marittimo e tutela dell’ambiente, contribuendo al tempo stesso al percorso di sviluppo e modernizzazione dello scalo barese. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il sindaco di Bari Vito Leccese.
“È una bellissima giornata – ha detto Salvini -. Stiamo investendo nelle opere pubbliche in Puglia come non è mai stato fatto nella storia della Repubblica: oggi ci sono 12 miliardi di euro di cantieri aperti e 20 miliardi di progettazioni. C’è l’alta velocità tra Bari, Napoli e Roma in lavorazione e, sui porti, quasi un miliardo di euro di investimenti, non solo a Bari ma su tutti i porti pugliesi, lungo i 900 chilometri di costa. Questo significa portare lavoro, turismo di qualità e sicurezza”.
Il ministro ha poi sottolineato il ruolo della Guardia Costiera: “Dove c’è la Guardia Costiera ci sono sicurezza, sacrificio, fatica, lavoro e tutela della vita e dell’ambiente. È davvero una bellissima giornata, frutto di un finanziamento del nostro Ministero e di un lavoro che va avanti da tanto tempo”.
Nel corso dell’incontro Salvini ha annunciato anche un nuovo piano di investimenti per il porto di Taranto. “Ieri sera – ha spiegato – ero a cena con il presidente dell’Autorità portuale di Taranto e con diversi amministratori della provincia. Taranto è una priorità, soprattutto perché è un territorio che ha sofferto e sta soffrendo tantissimo. Con il presidente dell’Autorità portuale siamo d’accordo su un importante piano di investimenti”.
Il ministro è poi tornato sul tema dell’Alta Velocità verso il Salento: “La Puglia ha dovuto mettere risorse proprie, come fanno tutte le altre regioni italiane. È chiaro che lo Stato mette la parte principale delle risorse, ma i territori devono contribuire con quello che manca. Su Lecce ho chiesto non solo di proseguire con l’alta velocità, ma anche di intervenire sul fronte stradale e autostradale, arrivando fino in fondo alla Puglia e non fermandosi a metà”.
“Sono particolarmente orgoglioso – ha affermato Decaro – della sottoscrizione di questo protocollo. Quando pensiamo alla Guardia Costiera immaginiamo giustamente i salvataggi in mare e le operazioni di ricerca e soccorso, ma c’è anche un lavoro quotidiano prezioso fatto di sicurezza della navigazione, tutela della legalità, difesa delle nostre marinerie, del demanio marittimo e dell’ambiente costiero. In una regione con oltre 900 chilometri di costa questo lavoro è essenziale. Con questo protocollo rafforziamo la collaborazione nella vigilanza, nella sorveglianza e nella protezione del mare, una risorsa viva che cambia anche per effetto dei cambiamenti climatici”.
Il sindaco Leccese ha invece ringraziato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “per aver sostenuto alcuni dei progetti più importanti per il futuro di Bari” e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, la Direzione Marittima, la Capitaneria di Porto e tutto il personale della Guardia Costiera. “Le nuove banchine – ha specificato – consentiranno alla Guardia Costiera di operare con strumenti ancora più efficaci, rafforzando la tutela del mare e la sicurezza della navigazione. Continueremo a lavorare affinché il porto sia sempre più integrato con la città. Per Bari il porto non è mai stato un confine: è sempre stato il luogo da cui guardare avanti e costruire nuove opportunità di sviluppo”.
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