LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Un tribunale maltese ha respinto il ricorso dell’americana Andrea Prudente contro le leggi che vietano l’aborto a Malta, stabilendo che non violano la Costituzione né i diritti fondamentali della ricorrente. Nella sentenza, la giudice Miriam Hayman ha rigettato il ricorso costituzionale e condannato Prudente al pagamento delle spese processuali.
La magistrata ha inoltre affermato che la donna è stata “usata” da attivisti favorevoli alla liberalizzazione dell’aborto per promuovere cambiamenti legislativi, precisando tuttavia che tale circostanza non ha inciso sulla decisione. Prudente aveva avviato l’azione legale dopo che i medici dell’ospedale Mater Dei avevano rifiutato di interrompere una gravidanza non più considerata vitale durante una vacanza a Malta nel giugno 2022.
Successivamente era stata trasferita in aeroambulanza a Maiorca, in Spagna, dove la gravidanza era stata interrotta. Nel ricorso, Prudente sosteneva che il divieto di aborto violasse i diritti garantiti dalla Costituzione maltese e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, tra cui il diritto alla vita, al rispetto della vita privata e familiare, alla protezione da trattamenti inumani o degradanti e dalla discriminazione.
L’Avvocatura dello Stato aveva invece sostenuto che le cure ricevute erano state adeguate, che la vita della donna non era mai stata in pericolo e che la ricorrente era consapevole della normativa maltese prima del viaggio. La giudice ha concluso che Prudente aveva ricevuto cure mediche “di altissimo livello”, osservando che, sebbene le probabilità di sopravvivenza del feto fossero ridotte, non erano nulle. Ha inoltre escluso che la donna fosse in pericolo di vita se fosse rimasta a Malta e ha stabilito che nessuno dei diritti invocati nel ricorso fosse stato violato.
La sentenza conferma infine la validità degli articoli 241 e 243 del Codice penale, nonostante l’introduzione nel 2023 dell’articolo 243B, che prevede limitate eccezioni nei casi in cui la vita della donna sia in grave pericolo.
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(ITALPRESS).










