INL “Oltre 25 mila comunicazioni di dimissioni per fatti concludenti trasmesse in 18 mesi”

ROMA (ITALPRESS) – Sono oltre 25.000 le comunicazioni di dimissioni per fatti concludenti trasmesse all’Ispettorato nazionale del lavoro nei diciotto mesi successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina introdotta dal Collegato lavoro, che ha modificato l’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015, inserendo il comma 7-bis, in vigore dal 12 gennaio 2025. Lo rende noto l’Ispettorato. Il primo monitoraggio condotto dall’INL evidenzia “l’esistenza di un fenomeno significativo, sul quale il legislatore è intervenuto per assicurare un corretto inquadramento giuridico delle ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro riconducibili ad una prolungata assenza ingiustificata del lavoratore”. La disciplina, che ha dunque introdotto certezza sugli effetti previdenziali ed economici connessi alla cessazione del rapporto di lavoro, prevede che, in caso di assenza ingiustificata del lavoratore protratta oltre il termine previsto dal contratto collettivo o, in mancanza, superiore a quindici giorni, il datore di lavoro trasmetta una comunicazione all’Ispettorato territoriale, che può verificarne la veridicità. In presenza dei presupposti, il rapporto si considera risolto per volontà del lavoratore, salva la possibilità per quest’ultimo di dimostrare l’esistenza di cause giustificative.

La distribuzione territoriale delle comunicazioni, spiega l’INL, “riflette, in larga parte, la geografia produttiva del Paese: il Nord concentra circa il 56% delle comunicazioni, il Centro circa il 28%, mentre il Sud si attesta intorno al 16%”. Il dato conferma una diffusione nazionale della procedura, con intensità differenziata in relazione alla densità dei rapporti di lavoro e ai diversi contesti produttivi. Particolarmente rilevante è anche la modalità di trasmissione: circa l’80% delle comunicazioni proviene direttamente dalle imprese, segno di una rapida assimilazione del nuovo adempimento nei processi aziendali. La restante quota, minoritaria, è veicolata tramite professionisti o intermediari. Parallelamente all’attività di ricezione delle comunicazioni, l’Ispettorato ha svolto un’intensa azione di verifica. I controlli sono stati avviati su circa un terzo delle segnalazioni pervenute, secondo modelli organizzativi calibrati sulle diverse esigenze territoriali e sui volumi di attività registrati dagli Uffici. L’esito dei controlli evidenzia che le comunicazioni non veritiere rappresentano il 4,6% delle verifiche effettuate. Si tratta di una percentuale contenuta, che indica un sostanziale rispetto dei presupposti normativi e conferma, al contempo, l’importanza dell’attività di verifica svolta dall’Ispettorato.

Il monitoraggio ha permesso di intercettare situazioni sensibili, come assenze riconducibili a malattia, maternità, fragilità personali o preesistenti casi di conflittualità tra datore e lavoratore, in cui l’intervento dell’INL ha garantito la corretta qualificazione delle fattispecie e la tutela dei diritti dei lavoratori, evitando applicazioni improprie della procedura. In tale contesto, il ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro si “è rivelato determinante non soltanto sotto il profilo del controllo, ma anche quale presidio di garanzia per l’uniforme applicazione della normativa e per la tutela dei diritti dei lavoratori, assicurando la corretta applicazione di uno strumento che contribuisce a rafforzare la legalità, la certezza dei rapporti di lavoro e la tutela di tutte le parti coinvolte”, conclude la nota.

CALDERONE “SU DIMISSIONI PER FATTI CONCLUDENTI INTERVENTO NECESSARIO”

“I dati raccolti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro confermano che la disciplina delle dimissioni per fatti concludenti sta producendo gli effetti attesi. Abbiamo ricondotto a certezza giuridica situazioni che per anni avevano generato criticità, evitando prassi distorsive e garantendo un’applicazione coerente con la natura dei rapporti di lavoro”. Così il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, che ha aggiunto: “Le oltre 25.000 comunicazioni pervenute all’INL e l’esito delle verifiche mostrano un utilizzo responsabile dello strumento da parte delle imprese ma anche che l’attività di vigilanza sta garantendo la piena tutela dei lavoratori nei casi in cui l’assenza è riconducibile a condizioni di fragilità o a cause giustificative. Una conferma del nostro impegno verso un sistema di regole capace di promuovere legalità, trasparenza e responsabilità nei rapporti di lavoro”.

– foto Pexels.com –

(ITALPRESS).

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