PADOVA (ITALPRESS) – PierPaolo Bombardieri è stato rieletto segretario generale della Uil. Alla guida del sindacato dal 4 luglio 2020, è stato riconfermato per altri 4 anni all’unanimità al termine del XIX Congresso nazionale che si è tenuto a Padova. “Vi ringrazio di cuore della fiducia. Spero di essere all’altezza dell’incarico che mi avete assegnato sempre con grande umiltà, con grande voglia di lavorare e per continuare questa splendida avventura che abbiamo cominciato insieme un po’ di tempo fa“, sono state queste le prime parole di Bombardieri subito dopo la proclamazione. Nei tre giorni di Congresso sono stati diversi gli esponenti istituzionali, politici e sindacali presenti alla Fiera di Padova. Tra questi la premier, Giorgia Meloni, erano 20 anni che un presidente del Consiglio non interveniva al Congresso, l’ultimo fu Romano Prodi nel 2006. Presenti, tra gli altri, anche la ministra del Lavoro, Marina Calderone; la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola; il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini; la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Le sfide per il futuro c’è l’intelligenza artificiale con la necessaria attenzione da dare a questa grande rivoluzione, da portare sui tavoli del confronto con la politica, il governo e con le nostre controparti. C’è la necessità di ridiscutere la tassazione sulle Regioni e sui Comuni, a settembre cominceremo un giro nel Paese per chiedere di discutere di questo: bisogna ridurre le tasse, bisogna dare più soldi in busta paga e alle pensioni. Poi le battaglie di sempre: lotta alla precarietà, la previdenza, una discussione su quale sarà il welfare nei prossimi anni. Apriremo una serie di discussioni con le nostre controparti e con il governo per un eventuale nuovo accordo sulle politiche industriali. Ci sono tanti temi all’ordine del giorno”, ha affermato il segretario Bombardieri.
“Siamo abituati a fare le battaglie e sentirci spesso sotto tiro perché il dibattito politico spesso tende a tirarci dalla giacchetta. Ho un sassolino nella scarpa che devo levarmi, noi abbiamo fatto una storia contraddistinta dal fatto che quando viene un lavoratore nella nostra sede a chiederci aiuto, noi non chiediamo e non chiederemo mai per quale partito ha votato – ha assicurato -. Quando facevamo lo sciopero con Landini eravamo una cellula comunista, adesso che abbiamo aperto la trattativa con il governo siamo un’altra cosa. Ho letto sul Fatto Quotidiano ‘il centrodestra si allarga, Meloni conquista la Uil’, la Uil non è e non sarà mai terra di conquista di nessuno, mai. Noi ci teniamo alla nostra autonomia e siamo in grado di farci rispettare anche quando diciamo di no e anche quando i partiti sono all’opposizione, siamo persone serie – ha aggiunto -. Caro Fatto Quotidiano, studiate, la proposta sul salario minimo l’abbiamo scritta noi, l’abbiamo fatta noi a Bruxelles, voi l’avete presa e cercate di strumentalizzarla. In quella proposta che noi abbiamo scritto, c’è scritto che il salario minimo si applica nei Paesi Ue dove non c’è il contratto nazionale. Sul salario minimo non abbiamo mai detto di essere contrari, non abbiamo mai detto che è in contrasto con l’applicazione dei contratti, abbiamo detto che siamo per l’applicazione dei contratti. Un sindacalista serio non si accontenta dei 9 euro l’ora, vuole i contratti, i diritti, la possibilità di tutelare le persone”.
Autonomia ma anche l’ambizione di crescere. “Siamo pronti a misurarci, penso che un sindacato come il nostro debba avere l’ambizione di poter diventare il primo sindacato in questo Paese. Questo significa aumentare gli iscritti nel settore privato, avere la capacità di rappresentare ancora di più i problemi e le persone, avere la capacità di rappresentare aree del Paese che in questo momento forse non rappresentiamo abbastanza, penso ai pensionati. Un sindacato confederale, che è il sindacato delle persone, non fa soltanto una lotta in fabbrica, per i diritti civili, per i diritti sociali, quindi credo che sia corretto avere l’ambizione di diventare il primo sindacato in questo Paese”.
Poi la piattaforma unitaria. “Cgil, Cisl e Uil hanno chiuso l’accordo e hanno fatto una proposta alle controparti di come saranno le relazioni industriali nei prossimi anni. È un tema che riguarderà un periodo di tempo che travalica i nostri incarichi, dall’ultimo accordo sono passati 25 anni. Dobbiamo fare politiche industriali, non dobbiamo solo dire ‘difendiamo l’industria e non molleremo mai’, che è giusto e corretto, ma dobbiamo spiegare come lo facciamo e costruendo il dibattito con il governo. Vorrei che si parlasse di più di politiche industriali, sfidiamo le parti datoriali a parlare di produttività, ma non possiamo solo dire ‘noi difendiamo il lavoro’, quando parliamo con il governo e con Bruxelles dobbiamo portare proposte e soluzioni perché noi siamo un sindacato riformista che guarda più avanti”.
Ma non solo, anche un passaggio su ex-Ilva e sulla questione migranti. “Continuo a dire che l’Ilva è chiusa, ma dobbiamo dire ai lavoratori se difendiamo la cassa integrazione o se vogliamo lavoro e dignità, a quei lavoratori dell’Ilva dobbiamo dare lavoro e non sussidi. Dobbiamo costringere il governo a decidere e se non lo fa dobbiamo prendere noi l’iniziativa, dobbiamo lavorare per dare risposte e dignità a quei lavoratori e per pacificare quel territorio”, ha aggiunto.
“In questo Paese non si dice più che i migranti sono persone, la nostra organizzazione non fa distinzione. Mi sento di fare una proposta al governo e alle aziende che non riescono a trovare lavoratori, la prima battuta è pagateli bene che li trovate; inoltre, capisco che quando si tocca l’argomento dei migranti la pancia non è sempre collegata con il cervello e mai con il cuore, ma dobbiamo avere il coraggio di dire che i 300mila migranti irregolari presenti in Italia vanno regolarizzati, formati e poi vanno mandati a lavorare. Sono persone che scappano da guerre e dittature, regolarizziamoli. Nessun Vannacci ci potrà mai convincere che le persone sono diverse, non abbiamo paura a dirlo – ha concluso -, sono persone che scappano e muoiono nel Mediterraneo e questo per noi resta inaccettabile”.
-Foto IPA Agency-
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