PADOVA (ITALPRESS) – “Il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate: questo è stato il centro della nostra azione sindacale. La richiesta di intervento sul cuneo fiscale è stata sostenuta da tre scioperi generali, uno con il governo Draghi e due con l’attuale Governo. I risultati sono arrivati. Inoltre, in occasione dell’ultima manovra, abbiamo avanzato ulteriori rivendicazioni al governo Meloni. E risposte ci sono state, non esaustive, ma per noi importanti: sono stati destinati due miliardi per interventi sul lavoro e per la detassazione degli aumenti contrattuali”. Così il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, nella sua relazione in occasione del XIX Congresso nazionale Uil.
“Siamo stati criticati, in qualche caso sbeffeggiati, ma chiarezza è stata fatta dall’Inps: quei soldi da noi richiesti e stanziati dal Governo hanno coinvolto 3.800.000 persone. Per noi, questo è un risultato apprezzabile, per quelle piazze, per quei lavoratori che stanno sotto i 35.000 euro lordi annui, per i tanti part time, per i lavoratori poveri, per i contratti che sono stati rinnovati. Non solo – prosegue Bombardieri -; abbiamo anche ottenuto che fosse utilizzato tutto lo stanziamento fatto da questo Governo per i rinnovi dei contratti del Pubblico impiego. Questo ci permette di dire che, per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica, tutte le risorse disponibili sono state utilizzate per i rinnovi, prima della scadenza degli stessi contratti. Abbiamo recuperato tutto quello che si è perso? Sicuramente no, ma riuscire a portare risorse in busta paga, tutte quelle disponibili, non era affatto scontato. E questo risultato lo abbiamo ottenuto”.
“Parlare di lavoro povero, di precarietà, di bassi salari, di part-time involontario significa inevitabilmente parlare anche della condizione delle donne nel mondo del lavoro. Perché la povertà lavorativa, l’instabilità occupazionale, la discontinuità contributiva e la fragilità sociale colpiscono, ancora oggi, in misura maggiore le lavoratrici. Serve un’affermazione chiara: a parità di lavoro, di competenze, di responsabilità e di risultati, deve corrispondere parità di trattamento economico e professionale. Stesso lavoro, stesso valore, stessi diritti. Inoltre, la maternità non può continuare a essere considerata un rischio occupazionale, così come la cura non può continuare a essere scaricata quasi esclusivamente sulle donne”, ha proseguito.
“Alle Associazioni datoriali diciamo: chiediamo, insieme, al Governo un abbattimento delle tasse per 10 anni per le aziende che si fondono e si aprono a nuovi mercati, favorendo i passaggi intergenerazionali e sviluppando l’internazionalizzazione, che è per noi la vera risposta, invece di fare la gara con la Cina a chi ha i salari più bassi”, ha concluso.
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