BOLOGNA(ITALPRESS) – Noleggiavano fittiziamente mezzi da cantiere per poi ricettarli all’estero, prevalentemente verso Arabia Saudita e Libia, attraverso gli scali portuali di Civitavecchia e Ravenna. La Polstrada ha smantellato un’organizzazione criminale radicata tra Bologna e Modena con diramazioni anche su Reggio Emilia, Chieti e Roma. Le indagini, condotte dalla Squadra di PG del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna sotto la direzione della Procura di Bologna, hanno portato a individuare 11 episodi di appropriazione indebita, furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli industriali, oltre che falso documentale, materiale e ideologico. L’attività investigativa è scaturita a seguito del sequestro, operato dalla Squadra di PG della Sezione Polizia Stradale di Ravenna che ha rinvenuto e sequestrato due mezzi prima che venissero imbarcati su una nave diretta in Arabia Saudita. I due mezzi presentavano già false targhette identificative e documentazione per l’esportazione apocrifa. Il modus operandi osservato tra marzo 2025 giugno 2026 era ben collaudato e portava i soggetti coinvolti ad acquisire sollevatori telescopici, escavatori e macchine di lavoro attraverso contratti di noleggio. Una volta in possesso dei mezzi, nella maggior parte dei casi acquisiti su espressa richiesta del ricettatore che faceva da tramite con l’acquirente estero, l’organizzazione spostava i mezzi in finti cantieri dove poi procedeva alla rimozione di gps ed etichetta identificativa.
L’iter criminale si concludeva con l’imbarco dei mezzi verso la destinazione finale, solitamente Paesi arabi. L’indagine della Polstrada ha accertato 11 episodi a danno di 9 società di noleggio per un volume complessivo di 1 milione e 800mila euro. 12 in tutto i mezzi d’opera oggetto di riciclaggio e appropriazione indebita. L’operazione, denominata “Benna”, in riferimento alla componente terminale dell’escavatore, ha permesso di smascherare una vera e propria fabbrica specializzata nella contraffazione dei veicoli e di tutta la documentazione necessaria all’esportazione degli stessi. In particolare la modifica dei codici del mezzo d’opera e la depredazione del gps veniva effettuata con una grande velocità. Come sottolineato da Gianluca Porroni, Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Bologna, “l’occhio esperto dei miei collaboratori ci ha consentito di individuare questa attività messa in essere attraverso una documentazione molto aderente a quella originale e che dunque poteva trarre in inganno chi non aveva un’esperienza tipica nel settore”. Le indagini, svolte attraverso servizi di osservazione, controllo, pedinamento, analisi di tabulati telefonici e intercettazioni ha portato alla denuncia di 17 persone di cui 8 ai domiciliari e uno in carcere a seguito della violazione della misura dei domiciliari.
– foto da video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).









