di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un salotto culturale in italiano nel cuore di Manhattan dove ambasciatori, diplomatici, funzionari delle Nazioni Unite e appassionati della cultura italiana possano confrontarsi sui grandi temi dell’attualità mondiale utilizzando la lingua di Dante. È questo l’obiettivo di “Conversazioni in Residenza”, il nuovo ciclo di incontri inaugurato giovedì sera alla Residenza del Rappresentante Permanente d’Italia all’ONU, l’ambasciatore Giorgio Marrapodi.
Il primo ospite è stato il giornalista e scrittore Federico Rampini, che ha presentato il suo ultimo libro “Pane e cannoni” dialogando con la giornalista Valeria Robecco. Accolti nella nuova residenza dell’Ambasciatore da Loriana Fabian Marrapodi, l’incontro si è svolto interamente in italiano davanti a un pubblico composto non solo da italiani, ma anche da numerosi diplomatici stranieri che parlano o studiano la nostra lingua. Tra di loro, presenti anche il Console Generale d’Italia Giuseppe Pastorelli e il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Claudio Pagliara.
“L’idea è creare un luogo di dialogo e di riflessione sui grandi temi dell’attualità internazionale che sono al centro del lavoro delle Nazioni Unite”, spiega Marrapodi a Italpress. Pace, sicurezza, diritti umani, sostenibilità, cambiamento climatico, innalzamento del livello dei mari e intelligenza artificiale saranno alcuni degli argomenti che verranno affrontati nei prossimi incontri.
L’iniziativa nasce anche da una scoperta fatta dal rappresentante italiano nei suoi primi mesi al Palazzo di Vetro. “Ho trovato tanti colleghi che parlano italiano, dagli ambasciatori ai primi segretari, fino ai collaboratori delle missioni permanenti”, racconta Marrapodi. “Molti mi hanno detto che mancavano occasioni per praticare la lingua e così abbiamo pensato di offrire non soltanto momenti conviviali, ma vere conversazioni su temi che fanno parte del loro lavoro quotidiano”.
Tra gli italofoni delle Nazioni Unite figurano rappresentanti di Paesi molto diversi tra loro, dal Canada ai Paesi Bassi fino a Timor-est, a conferma di una presenza della lingua italiana molto più ampia di quanto si immagini.
L’appuntamento con Federico Rampini rappresenta il primo di una serie di incontri che la Missione italiana intende organizzare nei prossimi mesi. L’obiettivo è creare una comunità stabile di italofoni e italofili all’interno delle Nazioni Unite, offrendo occasioni di confronto culturale e diplomatico interamente in lingua italiana.
L’ambasciatore collega inoltre il progetto all’iniziativa lanciata dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani per promuovere l’italofonia nel mondo. “Anche alle Nazioni Unite”, annuncia, “organizzeremo per la prima volta una Giornata dell’Italofonia nell’ambito della Settimana della Lingua Italiana”. Le Conversazioni in Residenza rappresentano così il primo tassello di un progetto più ampio, pensato per riunire attorno alla lingua e alla cultura italiana diplomatici, funzionari internazionali e italofili provenienti da tutto il mondo.
In un’intervista all’Italpress intervengono anche due diplomatici stranieri presenti all’incontro, Adolfo Ayuso Audry, esperto di disarmo della missione del Messico all’ONU e Angélica Jßcome, di Panama e responsabile dell’agenzia FAO a New York, che spiegano perché hanno scelto di imparare e continuare a parlare italiano, confermando come la nostra lingua rappresenti ancora oggi uno straordinario strumento di cultura, dialogo e diplomazia internazionale.
– foto xo9/Italpress –
(ITALPRESS).









