Rutte e Hegseth definiscono la NATO 3.0 alla ministeriale di Bruxelles

IPA85818293 - June 18, 2026, Brussels, Antwerp, BelgiÃ: Mark Rutte and Pete Hegseth pictured during their opening statement ahead of the Defense meeting at NATO in Brussels. (Credit Image: © Bob Reijnders/ZUMA Press Wire)

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L’ultima ministeriale della Difesa della NATO prima del vertice di Ankara ha segnato un ulteriore passaggio nella ridefinizione degli equilibri all’interno dell’Alleanza, consacrando quella che il segretario generale Mark Rutte e il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth hanno descritto come la fase della “NATO 3.0”. Una trasformazione che, nelle intenzioni dei vertici dell’Alleanza, dovrà tradursi in una più equa distribuzione degli oneri strategici, nel rafforzamento della base industriale della difesa e in una crescente capacità europea di sostenere il pilastro convenzionale della sicurezza transatlantica. Dalle prime battute del meeting di Bruxelles emerge così la visione di un’Alleanza che, pur riaffermando la centralità del legame con Washington, si prepara ad affrontare un contesto strategico segnato dalla competizione con Russia e Cina, dalla necessità di ricostituire le scorte, incrementare la produzione e assicurare che la deterrenza resti credibile.

Accogliendo Hegseth al quartier generale di Bruxelles, Rutte ha ricordato come già durante la sua prima visita, nel febbraio dello scorso anno, il responsabile del Pentagono avesse sollecitato gli alleati europei a incrementare spesa e produzione militare. “Ci avevate detto che gli Stati Uniti restavano pienamente impegnati nella NATO, ma che vi aspettavate una più giusta ripartizione delle responsabilità. E tutto questo sta accadendo”, ha osservato il segretario generale, sottolineando come nel 2025 Europa e Canada abbiano aumentato gli investimenti per la difesa di oltre 90 miliardi di dollari, con una crescita prossima al 20%. “La NATO 3.0 sta diventando realtà: un’Europa più forte all’interno di una NATO più forte”, ha affermato, insistendo sulla necessità di espandere la produzione industriale su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Non dobbiamo soltanto tenere il passo con Cina e Russia; dobbiamo fare meglio di loro”, ha aggiunto, definendo l’apertura della base industriale americana una priorità condivisa da Washington, Europa e Canada.

Nel suo intervento, Hegseth ha collegato questa evoluzione alla necessità di superare definitivamente l’approccio post-Guerra fredda. “La NATO 3.0 rappresenta il ritorno a una vera alleanza militare, dotata di capacità reali di deterrenza e in grado di assumere la guida della difesa convenzionale dell’Europa”, ha dichiarato. Pur riconoscendo che molti alleati stanno rispettando gli impegni assunti, il segretario alla Guerra ha ammonito che “alcuni Paesi devono ancora fare di più” e che Washington continuerà a parlare con franchezza. “Gli amici devono essere onesti con gli amici, sia in privato sia in pubblico”, ha spiegato, ribadendo che ciascun alleato è chiamato a fare la propria parte. Rivolgendosi ai giornalisti, Hegseth ha inoltre rivendicato il massiccio incremento previsto per il bilancio della difesa statunitense. “L’investimento da 1.500 miliardi di dollari previsto per l’anno fiscale 2027 rappresenta un messaggio al mondo”, ha affermato, spiegando che tali risorse saranno destinate a rafforzare le capacità militari, la base industriale e quello che l’amministrazione Trump definisce “Arsenale della Libertà”. Secondo il responsabile del Pentagono, la NATO non può limitarsi a prendere atto delle minacce emergenti, ma deve dimostrare la volontà e la capacità di reagire. “Non basta parlarne, bisogna essere pronti ad agire con determinazione”, ha osservato.

Le domande dei giornalisti hanno inevitabilmente toccato anche il tema della ridistribuzione dei contributi statunitensi al NATO Force Model. Rutte ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di disimpegno americano. “In caso di crisi o di guerra, tutti gli alleati, compresi gli Stati Uniti, darebbero il massimo contributo possibile”, ha assicurato. Il riequilibrio delle responsabilità, ha precisato, non equivale a un indebolimento del vincolo transatlantico, ma rappresenta piuttosto l’evoluzione naturale di un’Alleanza nella quale Europa e Canada sono chiamati a sostenere una quota crescente delle capacità convenzionali, lasciando agli Stati Uniti la possibilità di contemperare i propri impegni globali.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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