BOLOGNA (ITALPRESS) – Nel 2025 l’economia dell’Emilia-Romagna è cresciuta dello 0,5%, un dato moderato e in linea con la media italiana, trainato dagli investimenti delle imprese e dalle opere pubbliche. Sebbene l’ultimo trimestre dello scorso anno abbia mostrato un rafforzamento grazie all’industria, i primi mesi del 2026 segnalano una dinamica debole.
Sulle prospettive pesano i rischi geopolitici legati al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, che causa difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e tensioni sui prezzi dell’energia. Il quadro economico regionale mostra andamenti eterogenei. Edilizia e servizi sono in crescita, mentre l’industria ristagna e le esportazioni calano nei mercati extra-Ue, pur compensando con l’aumento delle vendite in Germania.
Nel terziario prosegue l’espansione spinta dal turismo e dai traffici del porto di Ravenna. Resta invece ancora limitata l’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Si conferma un pilastro l’automotive: con oltre 4 miliardi di valore aggiunto, la filiera rappresenta il 4,2% del settore privato non finanziario, collocando la regione al secondo posto in Italia.
Nota positiva sul fronte del lavoro: nel 2025 l’occupazione è aumentata del 2%, superando la media nazionale dello 0,8%. L’incremento nei servizi e nelle costruzioni ha compensato il calo nell’industria, portando il tasso di disoccupazione al minimo storico del 4,1%. Sul fronte dei consumi si registra una crescita dell’1,1%, mentre il reddito disponibile delle famiglie è salito dell’1%, favorito da un’inflazione contenuta all’1,4%.
Infine, il credito bancario è tornato a crescere del 1,5%. Si è interrotta la flessione dei prestiti alle imprese (+0,1%), mentre i finanziamenti alle famiglie hanno accelerato del 3,9%, spinti dai mutui per la casa. La qualità del credito è migliorata e i depositi bancari sono saliti dell’1,2%. Continuano a crescere anche gli investimenti pubblici degli enti territoriali (+16,2%), sostenuti dai progetti del PNRR legati a transizione ecologica e digitale.
-Foto Bankitalia-
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