ROMA (ITALPRESS) – “Non permetteremo mai che prodotti che non seguono le nostre regole entrino indisturbati nel mercato italiano ed europeo. Oggi abbiamo analizzato il nuovo Piano operativo dei controlli che prevede controlli congiunti rafforzati, l’inserimento di nuove categorie merceologiche oggetto di verifiche mirate e una specifica attività nei porti sui prodotti di importazione, con particolare attenzione ai residui dei pesticidi e all’effettiva applicazione del principio di reciprocità. Dal 2026 stiamo conducendo questi controlli specifici nei porti di Genova, Napoli, Salerno e Trieste e a breve avremo i risultati”. Sono due anni che abbiamo messo in piedi questa Cabina di Regia, oggi integrata anche dalle rappresentanze del mondo agricolo. Abbiamo voluto trasformarla in legge perché l’efficacia di un lavoro congiunto si è dimostrata capace di rendere la vita degli imprenditori onesti più semplice, con meno controlli non mirati, e invece avere controlli mirati basati sul fattore di rischio e su indicatori specifici che consentono di colpire chi commette crimini”. Lo ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine della prima riunione ufficiale della Cabina di Regia dei controlli agroalimentari, istituzionalizzata con il disegno di legge sulla Tutela Agroalimentare approvato il 15 aprile 2026.
La Cabina di Regia, nata presso il MASAF nel 2023 per coordinare le attività ispettive delle diverse amministrazioni e resa permanente dalla legge sulla Tutela Agroalimentare, ha l’obiettivo di favorire lo scambio di informazioni, ridurre le sovrapposizioni e concentrare le verifiche nei contesti a maggiore rischio di frode, a tutela dei consumatori e degli operatori onesti. Nel quinquennio 2021-2025 il numero complessivo dei controlli nel settore agroalimentare è aumentato del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308 interventi. Le attività sono state svolte da ICQRF, Carabinieri CUFAA e NAS, Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA e Polizia di Stato. Particolarmente significativo l’aumento dei controlli congiunti, passati dai 1.127 del 2023 ai 2.174 del 2025, con una crescita del 93%. Un risultato che conferma l’efficacia del modello di coordinamento e dell’analisi condivisa del rischio. “Parliamo di deterrenza. Non abbiamo l’esigenza sempre di aumentare i controlli, che sono tanti e probabilmente devono essere anche di più, ma abbiamo la necessità che vengano controllati quelli che fanno pensare a crimini – prosegue Lollobrigida – Fin dall’inizio abbiamo lavorato per semplificare la vita agli imprenditori e, nello stesso tempo, rendere la vita difficile, impossibile, a quelli che commettono reati e fanno concorrenza agli imprenditori sani, avendo costi più bassi nella produzione, nella logistica e nella distribuzione”.
L’attività di controllo sempre più mirata ha determinato un aumento delle irregolarità accertate, dei sequestri e delle segnalazioni all’autorità giudiziaria. Il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri ha registrato un incremento dell’efficacia delle verifiche: se nel 2021 risultava irregolare circa un’attività su tre, nel 2025 le irregolarità hanno riguardato oltre una attività su due, a conferma della maggiore precisione nella selezione degli obiettivi. Nel settore della ristorazione etnica invece, le Capitanerie di Porto hanno accertato nel 2025 ben 415 illeciti su 594 ispezioni. Nel comparto vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, l’ICQRF ha effettuato 137 controlli presso 101 strutture, rilevando 66 irregolarità, contestando 78 denunce e sequestrando circa mille tonnellate di prodotti alimentari.
Tra gli strumenti illustrati nel corso della riunione figura anche la piattaforma “Cassandra”, sviluppata da AGEA con il supporto dei dati INPS. Il sistema consente di incrociare le informazioni relative alle imprese agricole e di individuare indicatori di rischio utili a orientare l’attività ispettiva, soprattutto sul fronte del contrasto al lavoro irregolare e al caporalato. “Deve deve sparire. Non esiste un “di più”. Finché non si raggiungerà il risultato, non sarà mai nulla sufficiente – sottolinea il numero uno del MASAF – Però è certo che il nostro Governo, come ci viene riconosciuto anche dalle forze sindacali, ha fatto in tre anni più di quanto si sia fatto in decine di anni in precedenza. Chi sfrutta il lavoro non è un imprenditore sano e un imprenditore che non è sano non può ricevere contributi pubblici di nessuna natura. Anzi, nei casi più gravi non deve poter svolgere alcuna attività. Abbiamo reinserito un reato che era stato depenalizzato nel 2016: la somministrazione di lavoro nero non è consentita in nessuna forma e oggi si torna all’arresto nei casi più gravi”.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i risultati della Rete del lavoro agricolo di qualità. “Dalla sua istituzione nel 2015 fino al 2023 contava appena 6.500 aziende – afferma Lollobrigida – Abbiamo lavorato affinché questo numero raddoppiasse in soli tre anni ed è evidente che le scelte che abbiamo fatto sono state efficaci Abbiamo anche aggiunto la premialità per le aziende iscritte alla rete sociale, con vantaggi nei bandi pubblici. Se tu ti comporti meglio oppure ti metti in condizione di avere maggiori controlli, devi avere vantaggi incentivanti anche nell’assegnazione dei contributi. Chi più fa, chi merita di più, dal nostro Governo riceve di più”. Un contributo decisivo al coordinamento delle attività arriva anche dal RUCI, il Registro unico dei controlli ispettivi, che consente di evitare duplicazioni e sovrapposizioni e di ridurre il cosiddetto “controllo vessatorio”. I controlli registrati nel sistema sono passati da poche decine nel 2016 a oltre 30 mila nel 2025, con una crescita superiore al 300% negli ultimi cinque anni. Nello stesso periodo gli accessi al registro sono aumentati da poco più di 19 mila a oltre 60 mila.
Nel corso della riunione è stato inoltre esaminato il Piano operativo dei controlli 2026. Tra le novità figurano il rafforzamento dei controlli congiunti attraverso il coinvolgimento di almeno tre enti di vigilanza, l’inserimento delle conserve di pomodoro tra i comparti oggetto di campagne rafforzate insieme a olio d’oliva, ortofrutta, lattiero-caseario e cereali, e una maggiore attenzione alle importazioni attraverso verifiche mirate nei porti e ai valichi di confine sulla tracciabilità, la sicurezza alimentare e il benessere animale. Le analisi del rischio saranno elaborate tenendo conto anche della stagionalità e della territorialità delle produzioni. “Le persone che acquistano qualcosa devono essere certe di acquisire esattamente quello che vogliono e, se comprano Made in Italy, devono essere sicure che dietro quel prodotto ci sia la qualità che il nostro sistema offre. Continueremo a promuovere controlli mirati e campagne straordinarie lungo tutta la filiera agroalimentare per difendere la legalità, il lavoro regolare, gli imprenditori onesti e il valore delle produzioni italiane”, ha concluso il ministro.
– foto xc7/Italpress –
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