Alla Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York presentata una pubblicazione sulla lingua italiana

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Quanto è diffusa oggi la lingua italiana nel mondo? Quali sono le sue prospettive di crescita? E quale ruolo possono svolgere le scuole italiane all’estero nella trasmissione della lingua e della cultura del nostro Paese alle nuove generazioni? A queste domande ha cercato di rispondere la presentazione dell’opera in due volumi “L’Italia nel mondo attraverso la sua lingua”, ospitata presso la Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York diretta dal preside Anthony Martire. Un lavoro imponente, frutto della collaborazione di numerosi studiosi ed esperti, che raccoglie dati, statistiche, analisi e ricerche dedicate alla diffusione dell’italiano nel mondo e al suo ruolo nella promozione della cultura e dell’identità italiana oltre i confini nazionali. L’iniziativa si è svolta alla presenza di rappresentanti delle istituzioni italiane, del mondo accademico e della comunità italoamericana, trasformandosi in una riflessione ad ampio raggio sul futuro della lingua italiana in un contesto globale sempre più competitivo. Ad aprire ufficialmente l’incontro è stato il dottor Daniele Castellani, dirigente dell’Ufficio Scuola del Consolato Generale d’Italia a New York, intervenuto in rappresentanza del Console Generale Giuseppe Pastorelli. La conferenza si è aperta inoltre con un intervento video dell’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, e un saluto dell’onorevole Christian Di Sanzo, deputato eletto nella circoscrizione Nord e Centro America. Entrambi hanno sottolineato il valore strategico della lingua italiana come strumento di promozione culturale, dialogo internazionale e collegamento tra l’Italia e le sue comunità all’estero. Entrambi hanno ricordato come sostenere l’insegnamento dell’italiano significhi sostenere una componente essenziale della presenza dell’Italia nel mondo e rafforzarne il prestigio internazionale.

A moderare e organizzare l’evento sono stati il professor Francesco D’Anna e la professoressa Beatrice Innocenti, docenti rispettivamente di matematica e filosofia della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi, che hanno guidato il confronto tra studiosi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni, dando vita a un dibattito che ha intrecciato dati statistici, riflessioni culturali e testimonianze dirette sul futuro della lingua italiana all’estero. Tra i protagonisti della giornata gli autori Gabriele Ales, dottore in Relazioni Internazionali specializzato in diritto e politiche migratorie; la professoressa Karolina Peric, esperta in politiche migratorie e sociali, vicepresidente dell’associazione culturale SUAMOX e coordinatrice del Gruppo Welcome; il professor Franco Pittau, presidente onorario del Centro Studi e Ricerche IDOS e tra i curatori dell’opera; e lo stesso Daniele Castellani, che oltre al ruolo istituzionale ha contribuito alla riflessione sul rapporto tra scuola, lingua e identità culturale. L’opera nasce nell’ambito dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” ed è curata da Benedetto Coccia, Karolina Peric e Franco Pittau. Coccia, primo ricercatore dell’Istituto e coordinatore scientifico dell’Area Sociale, Umanistica e Linguistica, non ha potuto partecipare all’incontro per motivi personali, ma il suo contributo scientifico è stato più volte richiamato nel corso della presentazione.

Attraverso una grande quantità di dati e statistiche, i due volumi offrono una fotografia aggiornata della presenza dell’italiano nel mondo, analizzando il rapporto tra lingua, migrazioni, identità culturale, sistemi scolastici, nuove generazioni e processi di integrazione. Lo studio evidenzia come la lingua italiana continui a esercitare una forte attrazione culturale, ma anche come la sua diffusione richieda investimenti costanti e una strategia condivisa tra istituzioni, scuole e comunità italiane all’estero. Uno dei temi che ha suscitato maggiore attenzione è stato proprio il ruolo della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi, una realtà unica nel panorama nordamericano. Si tratta infatti dell’unica scuola italiana riconosciuta in Nord America che offre un percorso completo in lingua italiana, dalle elementari fino al liceo, con titoli di studio riconosciuti sia in Italia sia negli Stati Uniti. Nel corso del dibattito, il professor D’Anna ha espresso una riflessione su questa eccellenza educativa che rimane ancora troppo poco conosciuta, persino all’interno della stessa comunità italiana e italoamericana di New York. “Dovremmo avere file di studenti che chiedono di iscriversi”, ha osservato, lamentando come non venga fatto abbastanza per promuovere una struttura educativa che rappresenta un patrimonio culturale unico per la presenza italiana negli Stati Uniti. Una considerazione che ha aperto una discussione più ampia sulla necessità di investire maggiormente nella promozione della lingua italiana all’estero e delle istituzioni che la insegnano.

A margine dell’evento, Italpress ha intervistato il professor Francesco D’Anna, docente di matematica, e la professoressa Beatrice Innocenti, docente di Storia e Filosofia alla Marconi: guardando ai dati contenuti nella ricerca, si può essere ottimisti sul futuro della lingua italiana negli Stati Uniti? Pur con approcci diversi, D’Anna e Innocenti hanno evidenziato come il futuro dell’italiano dipenda dalla capacità di trasmettere la lingua alle nuove generazioni e di renderla uno strumento vivo, contemporaneo e capace di dialogare con la società americana senza perdere il legame con la propria storia. Anche alcuni studenti della Scuola Marconi hanno portato la loro testimonianza diretta, raccontando cosa significhi studiare ogni giorno in italiano nel cuore di New York e vivere un’esperienza educativa che unisce due culture, due tradizioni e due visioni del mondo. Dal dibattito è emerso che la lingua italiana resta uno dei più potenti strumenti di diplomazia culturale di cui dispone il nostro Paese. Ma il suo futuro non può essere dato per scontato. Dipenderà dalla capacità delle istituzioni, delle scuole, degli insegnanti e delle comunità italiane all’estero di investire con convinzione nella sua diffusione.

– foto Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York –

(ITALPRESS).

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