BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – La campagna del governo libanese contro il gruppo armato filo-iraniano Hezbollah non si limita più alla questione del disarmo e all’attuazione degli impegni internazionali nel sud del Paese. L’esecutivo guidato dal presidente Joseph Aoun e dal primo ministro Nawaf Salam – scrive il quotidiano Asharq al-Awsat – ha esteso l’azione al rafforzamento del controllo statale su porti, aeroporto e valichi di frontiera, con l’obiettivo di ridurre l’influenza del movimento sciita e interrompere i suoi presunti canali di finanziamento illecito.
Secondo fonti della sicurezza citate da Asharq Al-Awsat, negli ultimi mesi le autorità hanno avviato una strategia di riorganizzazione amministrativa e di rafforzamento dei controlli che ha colpito direttamente l’infrastruttura logistica di Hezbollah, limitando le rotte di contrabbando e ostacolando i flussi di denaro che transitavano attraverso il confine con la Siria, l’aeroporto di Beirut e il porto della capitale.
Le stesse fonti sostengono che l’influenza di Hezbollah all’interno delle strutture di controllo di porti e valichi sia diminuita a livelli senza precedenti dall’insediamento della nuova amministrazione. Questo cambiamento avrebbe inciso sulle capacità finanziarie e logistiche del gruppo, che in passato avrebbe beneficiato di un sistema di controlli meno rigoroso.
Tra le misure adottate figura anche l’installazione di moderni scanner al porto di Beirut, all’aeroporto internazionale Rafic Hariri e al valico di Masnaa, strumenti che avrebbero ridotto il traffico di merci di contrabbando, materiali proibiti e denaro contante, scrive il quotidiano. Le autorità riferiscono inoltre che i passaggi illegali lungo il confine siriano, per anni considerati essenziali per la rete logistica di Hezbollah, avrebbero perso gran parte della loro importanza grazie al rafforzamento dei controlli sia da parte libanese sia da parte siriana, con un drastico calo del traffico illecito. Secondo le fonti, il cambiamento rappresenta una netta discontinuità rispetto agli anni precedenti, quando camion riconducibili a Hezbollah avrebbero attraversato regolarmente i valichi non ufficiali approfittando della debolezza delle istituzioni statali e della presenza di reti di contrabbando. L’azione del governo avrebbe colpito anche i canali di finanziamento del gruppo. Le autorità segnalano una forte diminuzione dei tentativi di introdurre in Libano denaro contante e oro attraverso l’aeroporto, oltre a un calo del traffico di Captagon e hashish, indicati come alcune delle principali attività illecite legate alle reti transfrontaliere.
Un’altra misura ritenuta significativa è stata la decisione del governo di vietare l’atterraggio degli aerei iraniani all’aeroporto internazionale Rafic Hariri di Beirut. Secondo le fonti, questo provvedimento avrebbe aumentato la pressione sulle linee di approvvigionamento di Hezbollah, chiudendo una delle rotte utilizzate per il trasferimento di denaro e altri materiali destinati al movimento. Le fonti descrivono inoltre la caduta del regime siriano di Bashar al-Assad come il cambiamento più rilevante per Hezbollah dalla sua fondazione. La perdita della Siria come retrovia logistica avrebbe infatti privato sia Hezbollah sia l’Iran di uno dei principali corridoi per il trasferimento di armi e finanziamenti verso il Libano. Infine, secondo le stesse fonti, il governo ha proceduto al trasferimento di numerosi funzionari della sicurezza e dell’amministrazione ritenuti vicini a Hezbollah e ha avviato indagini e procedimenti giudiziari nei confronti di persone sospettate di aver favorito il passaggio di merci, denaro e gioielli per conto del gruppo, nell’ambito di una più ampia operazione volta a smantellarne le reti di influenza all’interno delle istituzioni pubbliche.
– Foto Ipa Agency –
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