Iran, Rubio “Qualsiasi accordo sarà migliore di quello firmato da Obama”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, nel corso della sua seconda giornata di audizione a Capitol Hill, ha delineato davanti al Congresso le linee guida della politica estera dell’amministrazione Trump, affrontando i principali dossier internazionali: Iran, Medio Oriente, NATO e Venezuela. Al centro del dibattito è tornato il tema del programma nucleare iraniano e del precedente accordo internazionale del 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato dall’allora presidente Barack Obama insieme alle principali potenze mondiali. L’intesa prevedeva la limitazione delle attività nucleari di Teheran in cambio della revoca delle sanzioni economiche internazionali.

Rubio ha ribadito che l’attuale amministrazione non intende ripercorrere quel modello. “In definitiva, qualsiasi accordo che facciamo sarà un buon affare, o non ci sarà un accordo, e sarà migliore del JCPOA”, ha dichiarato il Segretario di Stato, rispondendo alle domande dei legislatori sui negoziati in corso con l’Iran. Il riferimento al JCPOA è stato centrale anche nel confronto con i membri del Congresso, alcuni dei quali hanno chiesto chiarimenti sulle differenze tra l’impostazione attuale e quella dell’accordo siglato sotto la presidenza Obama. Rubio ha insistito sul fatto che il nuovo eventuale accordo dovrà garantire condizioni più stringenti, verifiche più rigorose e maggiori garanzie sul programma nucleare iraniano.

 “Non si tratta di replicare il passato, ma di evitare che l’Iran possa avvicinarsi a una capacità nucleare militare”, ha spiegato il Segretario di Stato, sottolineando la necessità di un’intesa più solida oppure, in alternativa, l’assenza totale di un accordo. Parallelamente, Rubio ha affrontato anche il dossier mediorientale, esprimendo l’auspicio che il nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano possa portare a una dichiarazione congiunta sulla cessazione delle ostilità.

Gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti sono impegnati in un secondo giorno di negoziati presso il Dipartimento di Stato. “Speriamo che questo round di colloqui possa tradursi in una dichiarazione condivisa sulla fine delle ostilità“, ha affermato Rubio, evidenziando l’impegno diplomatico di Washington per contenere le tensioni regionali. Sul fronte della sicurezza collettiva, il Segretario di Stato ha ribadito che gli Stati Uniti non intendono uscire dalla NATO, ma che l’Alleanza necessita di “cambiamenti significativi”. Rubio ha confermato la partecipazione del presidente Trump al prossimo vertice dei leader NATO in Turchia, previsto per il 7 e 8 luglio, dove sarà centrale il tema dell’aumento della spesa militare da parte degli alleati.

“Siamo ancora nella NATO, ma la NATO ha bisogno di cambiamenti significativi”, ha dichiarato, sottolineando che il presidente intende portare queste richieste direttamente al tavolo dei partner internazionali.

Nel corso dell’audizione, Rubio ha anche affrontato il tema del Venezuela, definendo il processo di transizione democratica ancora in evoluzione ma in miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Secondo il Segretario di Stato, sono stati registrati progressi nella costruzione di istituzioni democratiche, anche se il percorso resta complesso e non concluso. “Non è dove deve essere, ma è molto lontano da dove era cinque mesi fa”, ha affermato Rubio, aggiungendo che la situazione attuale non rappresenta più, nelle stesse proporzioni del passato, una minaccia diretta alla sicurezza degli Stati Uniti.

Nel complesso, l’intervento di Marco Rubio ha confermato la linea dell’amministrazione Trump: pressione massima sull’Iran, revisione dell’architettura NATO, gestione diplomatica delle crisi in Medio Oriente e sostegno graduale alla transizione venezuelana, in un contesto internazionale ancora altamente instabile.

-Foto xp6/Italpress-
(ITALPRESS).

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