MILANO (ITALPRESS) – Un 21enne nato a Vimercate, in Brianza, è stato fermato su richiesta della Procura di Milano per l’ipotesi di reato di “terrorismo internazionale” collegata a diversi post inneggianti al “martirio” che hanno fatto ritenere agli inquirenti “verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione”.
“Non incolparmi per quello che farò domani, perché sto facendo la cosa giusta – 31.05.2026 sarà il giorno ragazzi – domani renderò l’Italia un po’ migliore”. Sono alcuni dei post pubblicati sulle pagine social di un ragazzo italiano originario del Marocco che è stato arrestato dai poliziotti della Sezione antiterrorismo internazionale della Digos di Milano. Il 20enne è accusato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso al termine dell’attività investigativa svolta dagli agenti della Digos in sinergia con la Direzione centrale della Polizia di prevenzione – Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno. L’indagine ha preso il via subito dopo la segnalazione dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) nei confronti di un utente di internet autore di numerose pubblicazioni riferibili allo Stato islamico e alla galassia jihadista. Gli accertamenti hanno permesso ai poliziotti di identificare il 20enne che, tra le altre cose, era già risultato attivo nell’ambito di un gruppo suprematista denominato Terza posizione, di recente oggetto di un’attività giudiziaria svolta dalla Digos e che aveva portato all’arresto dell’amministratore del gruppo. Le successive verifiche hanno fatto emergere che il giovane era attivo in modo particolare su due social network, sui quali pubblicava i contenuti di apologia dello Stato Islamico con ripetuti espliciti richiami al martirio.
L’attività di monitoraggio condotta sui profili utilizzati dall’arrestato ha fatto registrare, negli ultimi giorni, una preoccupante accelerazione del percorso di radicalizzazione maturato dal giovane, che aveva pubblicato una serie di post esaltanti il martirio seguiti da messaggi da cui si presagiva il concreto pericolo di un’imminente attivazione. Alla luce di tale quadro, il Pubblico ministero dell’indagine ha emesso un decreto di perquisizione delegata il cui esito ha confermato il quadro investigativo e, in particolare, la reale pericolosità del giovane, fornendo riscontri che il 20enne deteneva, oltre a numeroso materiale di propaganda, video contenenti istruzioni di ordigni artigianali ricevuti via chat. Nel corso della perquisizione è emerso che l’indagato era in possesso di un biglietto aereo per lasciare il territorio nazionale, di conseguenza, considerato anche il pericolo di fuga, l’Autorità giudiziaria ha emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto, poi convalidato in arresto.
PIANTEDOSI “CONFERMATA EFFICACIA MISURE”
“L’arresto questa mattina di un uomo, residente in Brianza e accusato di terrorismo internazionale, testimonia ancora una volta l’efficacia delle misure messe in campo dal nostro Paese per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista”. Lo ha dichiarato, in una nota, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, ad un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi – prosegue – le nostre Forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica. A loro, e in particolare alla Polizia di Stato per l’operazione condotta oggi con il coordinamento della Procura di Milano, va la mia gratitudine per il lavoro che svolgono ogni giorno, con professionalità e dedizione, per garantire la sicurezza dei cittadini”.
– foto IPA Agency –
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