ROMA (ITALPRESS) – “Negli ultimi mesi, la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, incluso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati”. Così in una dichiarazione congiunta Italia, Regno Unito e Francia. “Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell’area E1 non farebbero eccezione. Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe in due la Cisgiordania e costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale”, prosegue la dichiarazione congiunta.
I tre Paesi affermano che “le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d’appalto per la costruzione di insediamenti nell’area E1 o in altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale”. Italia, Regno Unito e Francia “chiedono al governo israeliano di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui luoghi santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all’Autorità palestinese e all’economia palestinese. Ci opponiamo fermamente a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese”.
“Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti”, conclude la dichiarazione.
– foto IPA Agency –
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