Il Giorno compie 70 anni, istituzioni e cultura celebrano il quotidiano milanese

MILANO (ITALPRESS) – A Palazzo Bovara si sono celebrati i settant’anni de Il Giorno, storico quotidiano milanese fondato nel 1956, in una serata che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, dell’università, della cultura e dell’impresa per rendere omaggio al suo ruolo nella storia del Paese. L’evento, guidato dalla direttrice Agnese Pini, ha ripercorso il valore del giornale come voce profondamente legata a Milano e alla Lombardia ma allo stesso tempo capace di interpretare i cambiamenti della società italiana. “Settant’anni rappresentano non solo una ricorrenza storica, ma la responsabilità quotidiana di continuare a fare informazione con serietà, libertà e capacità di leggere il presente”, ha sottolineato Pini, evidenziando la necessità di un continuo rinnovamento per restare fedeli alla propria identità. Nel corso della serata è stato presentato il nuovo editore Leonardo Maria Del Vecchio, che ha definito il suo ingresso nel gruppo editoriale come un “passaggio di testimone e di responsabilità civica”. Nel suo intervento ha richiamato la sfida dell’informazione contemporanea, tra l’impatto dei social media e la perdita di centralità della lettura tradizionale, sottolineando l’obiettivo di riportare i giovani al centro del rapporto con il giornale e con la qualità dell’informazione.

Significativi anche gli interventi istituzionali. Il presidente della FIEG Andrea Riffeser Monti ha parlato di una “giornata storica” per l’editoria italiana, mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha rimarcato il valore territoriale e civile del quotidiano, invitando a continuare a raccontare Milano come laboratorio di innovazione e confronto. Il vice presidente della Regione Lombardia Marco Alparone ha invece evidenziato il ruolo delle redazioni e dei professionisti dell’informazione come pilastro del sistema editoriale. Un messaggio di riflessione è arrivato anche dall’arcivescovo Mario Delpini, che ha definito il giornalismo un “servizio” alla comunità, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato le grandi firme che hanno collaborato con il quotidiano nel corso della sua storia, sottolineandone la qualità e la continuità nel panorama informativo italiano. Il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini ha invece richiamato la necessità di un linguaggio nuovo, capace di affrontare le sfide dell’ecosistema digitale. “Serve un linguaggio fresco che possa rinnovare la comunicazione. Siamo in un momento di frontiera, ci confrontiamo con un mondo algoritmico che rende l’informazione più complicata e soprattutto senza volto. Noi siamo per un’informazione che ci mette la faccia. Fare l’editore oggi è un atto di grande coraggio”.

La serata ha alternato momenti istituzionali e culturali, tra cui il dialogo tra Agnese Pini e la scienziata Amalia Ercoli-Finzi, dedicato al futuro dell’innovazione e della ricerca, e i reading dell’attore Alessandro Preziosi, che ha proposto testi di Italo Pietra e Rainer Maria Rilke, offrendo una riflessione sul valore della parola e del giornalismo come strumento civile. Un anniversario che ha voluto celebrare non solo la storia di un quotidiano, ma anche la sua capacità di evolversi, mantenendo saldo il legame con il territorio e la responsabilità di raccontare il presente. Un passaggio simbolico tra passato e futuro che rilancia la sfida de Il Giorno nel panorama dell’informazione contemporanea.

– foto ufficio stampa Editoriale Nazionale –

(ITALPRESS).

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