ROMA (ITALPRESS) – “Ultimamente si leggono polemiche in merito a una grossa acquisizione tra Italia e Germania. Queste cose dovrebbero essere più semplici e avere una dimensione più fluida, più naturale, perché un mercato integrato di capitali permette a tutti di essere più forti finanziariamente”. Sono le parole di Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE, intervistato da Roberto Sommella nel corso del Ventotene Europa Festival.
“L’Europa ogni anno esporta circa il 2% del suo Pil in termini di capitali – ha aggiunto -. Non è che ci mancano i soldi, è che i mercati sono così frammentati che finiamo per investire in altri Paesi, mentre le nostre imprese rimangono piccole e quando hanno bisogno di crescere si vanno a quotare sui mercati degli Stati Uniti. Questa cosa è un enorme impedimento alla crescita e lo sviluppo dell’Europa. La Savings and Investments Union significa questo: avere una grossa piazza anche in Europa che permette al capitale di andare a finanziare le imprese più innovative, perché sono quelle che fanno la crescita. Le più grandi imprese degli Stati Uniti trent’anni fa non esistevano, quelle europee da trent’anni sono le stesse”.
“Le aspettative di inflazione a breve termine si sono già molto alzate, soprattutto tra i consumatori, meno tra gli analisti – ha proseguito Cipollone -. Ma si calcolano a diversi punti nel tempo e per noi le più importanti sono quelle a medio termine. Quindi, se quelle a un anno si sono molto alzate, quelle a 3-5 anni sono rimaste ancorate. Ma se questo stato di incertezza dovesse permanere sarà possibile vedere un elemento anche su quelle”. “Questa volta abbiamo visto una reazione immediata a questo shock perché la gente ha memoria di quanto successo quattro anni fa con il conflitto in Ucraina“, ha chiarito.
Quanto all’euro digitale, “permetterà a tutti noi di pagare ovunque con la moneta di Banca centrale – ha dichiarato il banchiere -. E rafforzerà la nostra autonomia strategica in un campo fondamentale come i pagamenti. Via via che l’economia si digitalizza, lo spazio lasciato libero non è occupato da fornitori europei ma da fornitori non europei. Due volte su tre quando si usa una carta, questa non è europea, quindi i pagamenti sono affidati a infrastrutture non europee. Questo è un enorme rischio operativo e geopolitico. Attraverso l’euro digitale risolveremmo anche questo problema, perché sarà costruito su un’infrastruttura europea, detenuta da europei e controllata dalla Banca centrale. Immaginate se qualcuno dicesse a uno degli importanti circuiti internazionali: ‘l’Italia mi sta antipatica, non servitela più’. Significa che per gran parte delle spese non avreste più canali. Ci sono 13 Paesi nell’area euro che non hanno neanche un bancomat domestico. Per questo è importante”.
In mattinata si è svolta anche una tavola rotonda a tema “Allargamento Ue, dal federalismo di Spinelli al federalismo pragmatico” con Elena Grech, vicecapo Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Stefano Menichini, giornalista e scrittore, Mirella Parachini dell’associazione Luca Coscioni, Andrea Patroni Griffi, costituzionalista dell’Università Federico II, e Giovanna Reanda, direttrice di Radio Radicale. Nel pomeriggio, ci sarà un dibattito – condotto da Alessandro Barbano, direttore de L’Altravoce, e Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia – dedicato a “L’Europa politica, la grande incompiuta” con Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, Francesco Rutelli, presidente dell’ANICA Academy, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, Piero Graglia, storico dell’Università La Statale, e Nadia Rollè, direttrice Public Affairs Nomos.
Il Festival, che ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è organizzato dall’associazione di promozione sociale La Nuova Europa con il contributo di ACRI, dell’Ufficio di collegamento in Italia del Parlamento europeo e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, con la partecipazione di CDE dell’Università degli Studi Roma Tre e del Centro Studi Parlamentari NOMOS, e con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del Comune di Ventotene, della Regione Lazio e dell’OdG del Lazio.
– foto ufficio stampa La Nuova Europa –
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