FIRENZE (ITALPRESS) – Si è arrestata la propagazione del fronte di fiamma del rogo accesosi quattro giorni fa sul monte Faeta, tra Lucca e Pisa. L’incendio tecnicamente non può dirsi ancora spento: rimangono numerose piccole riprese all’interno dell’area già percorsa dal fuoco, che continuano ad impegnare le squadre di operai forestali e volontari dell’organizzazione antincendi nelle operazioni di bonifica. Il fronte di fiamma però è fermo. Sul posto nel tardo pomeriggio era ancora operativo un elicottero della flotta regionale a supporto del personale a terra, mentre i mezzi aerei nazionali erano già rientrati.
“Questi abbruciamenti di sterpaglie e residui vegetali – ha commentato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – sono vietati in presenza di vento ed ogni comportamento non conforme può favorire l’innesco di nuovi incendi”.
DUE OPERAI AGRICOLI INDAGATI, ACCUSATI DI INCENDIO BOSCHIVO COLPOSO
Ci sono due operai agricoli indagati con l’accusa di incendio boschivo colposo. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri forestali di Lucca, i due operai stavano facendo pulizia in un oliveto quando è partito il fuoco. I due operai, dopo essere stati raggiunti dagli investigatori, avrebbero ammesso la loro responsabilità, ovvero aver bruciato i rami degli ulivi. La pulizia era stata commissionata dai proprietari dell’oliveto. Dopo l’ammissione i due, cinquantenni titolari di una ditta di giardinaggio di Lucca, sono stati invitati a nominare un legale. Il fascicolo è stato trasmesso in Procura nel pomeriggio di oggi.
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