Tra i settori economici di un certo rilievo in Italia, nell’ambito più ampio dei servizi, c’è quello dell’intrattenimento e dei giochi, in cui rientra il gioco d’azzardo online e offline. Si tratta di un comparto che nel corso degli ultimi anni registra numeri in aumento. Gli ultimi dati completi a nostra disposizione sono quelli del 2024, nel corso del quale la raccolta complessiva del settore è stata quantificata in 157,4 miliardi di euro, un valore pari al 7% del Pil.
Questo dato va spiegato: la raccolta non corrisponde alla spesa, infatti vanno sottratti dal computo i soldi restituiti in vincite, che sono stati 136 miliardi. Dunque la spesa reale va quantificata in circa 21 miliardi. Il 2025 è stato un anno importante dal punto di vista della regolamentazione del gioco, con un riassetto del sistema delle concessioni dei siti online. In attesa di nuove informazioni convalidate dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, le stime degli analisti, individuano, sulla scia del primo trimestre, un mercato stabile o in crescita lieve.
Online VS offline
Nel 2024 la raccolta dei giochi proposti sui canali online è stata di 92 miliardi, mentre i restanti 65 sono stati giocati presso sale giochi, bar, tabaccherie, ricevitorie, sale slot e centri scommesse sul territorio. Dunque il 58% della raccolta è stata effettuata sui siti dei migliori casinò online.
Il dato segue un trend strutturale con boom nel biennio Covid, ma continua ad avere una tendenza al rialzo imputabile a un cambiamento definitivo delle abitudini di gioco degli italiani. iGaming.com recensisce in modo imparziale i casinò legali migliori, tutti con licenza dell’ADM. Nel 2019, la raccolta online rappresentava il 35% del totale, a fronte invece di una modalità di gioco tradizionale che copriva il restante 65%. Le cose cambiano decisamente, nel corso del biennio successivo, nel 2021 la raccolta online è del 48%. Cresce ancora con il 55% nel 2023 e il 58% nel 2024.
Il mercato nero del gioco online
Tutti questi numeri si riferiscono al comparto del gioco legale, che sia nei punti vendita tradizionali, sia online, è gestito e controllato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Purtroppo esiste tutto un mondo sommerso, un mercato nero del gioco sul territorio e sul web, difficile da quantificare, contro cui si battono sia l’ADM, sia le forze dell’ordine. L’Agenzia delle dogane opera un controllo costante dell’offerta online di giochi illegali, su siti che non hanno la concessione per operare in Italia.
Questi vengono prontamente oscurati e chi tenta di accedervi viene reindirizzato a una pagina di avvertenza. Il portale pubblica l’elenco ufficiale dei siti soggetti a inibizione aggiornato costantemente. Al 3 marzo 2026 la lista comprendeva 11.898 indirizzi di siti web bloccati perché illegali. Ben 76 in più rispetto al precedente aggiornamento pubblicato il 22 gennaio. Un numero impressionante, che lo diventa ancor di più se si pensa che attualmente sono solo una cinquantina gli operatori con licenza per il nostro mercato.
Quanto vale il sommerso
Quantificare il valore economico del mercato non è semplice, proprio per via della natura sommersa del comparto che non produce dati ufficiali. Ci viene in soccorso una ricerca effettuata Agic e Luiss Business School che ha stimato in una somma che va dai 20 ai 25 miliardi l’anno la raccolta del mercato parallelo del gioco. Lo studio evidenzia anche i comportamenti rischiosi dei giocatori e la loro scarsa informazione.
Nel report pubblicato nel settembre del 2025, intitolato “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria” viene indicato come circa il 20% dei giocatori si rivolga anche a piattaforme illegali e di questi il 14,3% non ne ha consapevolezza. Il gioco illegale ha a che fare in modo particolare con slot e VLT, poker e casinò online, ma coinvolge anche giochi numerici e lotterie fisiche.
Andando a guardare l’età dei giocatori, si nota come il gioco illegale sia più diffuso tra i giovani nella fascia d’età 18 e i 34 anni. Diverse le motivazioni dichiarate, tra queste rientrano i pagamenti immediati, la facilità di accesso e la mancanza di tasse. Questi dati mostrano come l’illegalità viaggi velocemente online, ma evidenziano anche il disinteresse dei giocatori nell’accertarsi che un portale sia sicuro e legale.
Tra chi gioca online sui siti sicuri, il 20,9% dichiara di non essere interessato alla verifica della legalità del sito, il 20,7 non è interessato all’argomento e il 18,9% dichiara di non sapere come fare. Solo il 21,5% dice di effettuare sempre un controllo e il 18,1% qualche volta.
Il gioco sommerso sul territorio è un’altra piaga contro cui combattono quotidianamente le forze dell’ordine. I controlli di regolarità delle sale giochi e agenzie di scommesse da nord a sud, effettuati anche dal Nucleo Centrale della Polizia dei Giochi e delle Scommesse portano alla scoperta di sale completamente abusive, postazioni di gioco non collegate alla rete Adm in sale regolamentari, violazioni amministrative e delle norme antiriciclaggio, dietro cui si cela spesso la criminalità organizzata.









