WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Emozione, memoria e gratitudine hanno segnato la rappresentazione di “Orcolat ’76”, lo spettacolo teatrale di Simone Cristicchi andato in scena presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC. Un’opera intensa, capace di rievocare con rigore documentale e forte impatto emotivo il terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976 e la straordinaria rinascita che ne seguì.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, l’assessore alle Finanze Barbara Zilli e il sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant.
“Quella di oggi è una ulteriore testimonianza molto toccante di quanto pregnanti siano i rapporti tra Italia e America – ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci -. Il ’76 è stato un durissimo colpo per il Friuli Venezia Giulia che però si è risollevato brillantemente e lo ha fatto anche grazie alla solidarietà non solo italiana o europea ma anche degli americani, che è stata molto significativa. Il legame degli italoamericani con la terra di origine è fondamentale e tutto questo è stato mirabilmente rievocato in questo spettacolo che unisce un testo scritto da Cristicchi con delle musiche molto belle. L’occasione per presentarlo è stata la visita istituzionale del presidente Fedriga. Tutto quello che avvicina i nostri due Paesi in questa fase difficile è molto importante ed è bello festeggiarlo qui a Washington”.
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Grande emozione nelle parole di Simone Cristicchi, autore e interprete dello spettacolo: “Sono 50 anni dalla scossa che devastò il Friuli il 6 maggio 1976 ed essere qui in un luogo così prestigioso e importante per noi è stata una emozione incredibile. Aver raccontato quello che è successo a quel popolo, soprattutto la forza interiore che è servita per risorgere dalle macerie, per ricostruire e per sentirsi parte di una comunità è qualcosa che non dovremmo mai dimenticare. Non siamo isole ma siamo connessi, non solo attraverso i social network ma anche tra anime e nei momenti di disgrazia emerge questa grande solidarietà umana. Aiutare l’altro dà un senso alla nostra esistenza e il terremoto del Friuli diventa così un racconto universale che appartiene a tutti noi”.
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Per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’iniziativa rappresenta anche un momento di rafforzamento dei rapporti transatlantici: “Come Friuli Venezia Giulia continuiamo a mantenere un rapporto costante con gli Stati Uniti, lo riteniamo strategico. In questi anni si sono aperte diverse opportunità di investimenti reciproci e dobbiamo rafforzare sempre di più questa alleanza, che parte dalle diplomazie nazionali ma può essere consolidata anche dai territori. Quest’anno ricorrono i cinquant’anni del terremoto e abbiamo voluto portare questo spettacolo a Washington come segno di omaggio, ringraziamento e memoria. Domani sarò al Congresso e incontrerò rappresentanti democratici e repubblicani, dopo un confronto già avvenuto oggi al Dipartimento di Stato sulle linee strategiche di sviluppo della Regione, in cui il porto di Trieste e la logistica possono avere un ruolo centrale”.
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Sulla stessa linea l‘assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti: “Questo è un modo per farsi conoscere e per ricordare soprattutto il post terremoto. In questi 50 anni il Friuli è profondamente cambiato e il cosiddetto ‘modello Friuli’ nasce dalla capacità di trasformare una tragedia in opportunità di ricostruzione e crescita, passando da territorio rurale a realtà economicamente dinamica. Essere qui a Washington significa ribadirlo e rilanciare nuovi progetti di partenariato con gli Stati Uniti”.
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L’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia Barbara Zilli ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: “Il concerto di Simone Cristicchi, con la direzione artistica del maestro Walter Sivilotti, è una occasione bellissima per esprimere la profonda gratitudine agli Stati Uniti d’America a 50 anni dal sisma. Una gratitudine che si è tradotta fin da subito in azioni concrete di sviluppo e infrastrutture per il benessere dei nostri cittadini. Dopo Washington, la missione proseguirà a Toronto per ringraziare i due partner internazionali che più hanno contribuito con interventi tempestivi alla rinascita del Friuli”.
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Infine, il sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant ha ricordato: “Siamo venuti qui per dire grazie al popolo e al governo americano che allora ci diedero una grossa mano per ripartire dopo la devastazione. Gemona fu duramente colpita, con 400 vittime e un paese distrutto, così come tutto il Friuli che contò circa mille vittime. La solidarietà di tutti è stata il motore che ha permesso di risorgere da questa tragedia”.
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-Foto xp6/Italpress-
(ITALPRESS).









