PALERMO (ITALPRESS) – Un appuntamento che focalizza l’attenzione sul valore dell’etica e della responsabilità nelle professioni e nelle istituzioni: questo il senso del Premio Giaccone, dedicato all’omonimo medico ucciso nel 1982 da Cosa nostra tra i viali del Policlinico (che oggi ne porta il nome). La cerimonia si è svolta a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, ed è stata arricchita da un tavolo di confronto nel quale diversi esponenti del panorama scientifico, accademico e giuridico hanno portato il loro contributo: tra questi il presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo Toti Amato, il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli, il procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo Lia Sava, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, il generale comandante della Legione militare Sicilia Francesco Principe, il direttore generale dell’Asp di Palermo Alberto Firenze e il presidente del comitato scientifico dell’Ordine dei Medici Adelfio Elio Cardinale.
Tanti i temi trattati, dalla deontologia alla responsabilità delle cure fino al ruolo delle istituzioni nella costruzione di una cultura etica condivisa, ma al centro c’è sempre la figura ispiratrice di Giaccone: di lui Amato evidenzia come “è stato un esempio, non tanto come vittima di mafia ma come eroe della libertà: ha saputo sacrificare la propria vita per mantenere la propria libertà. Oggi si parla di valori in sanità, un argomento importante perché attualmente c’è parecchia confusione in tema di valori: i medici hanno sicuramente qualcosa in cui credere, ovvero il mantenimento della salute in senso ampio. Talvolta bisogna fare anche sacrifici e non è facile in un momento in cui tutto cambia così velocemente: c’è anche l’intelligenza artificiale, che a sua volta può creare valori attraverso l’algoritmo, e anche su questo ci andremo a confrontare”.
Anche Anelli si sofferma sull’eroismo di Giaccone come esempio di libertà e rettitudine in ambito medico: “Il suo sacrificio rappresenta uno stimolo per la professione, anche a distanza di 44 anni, perché credere nella legalità e nell’indipendenza e nell’autonomia della professione e ribadirlo di fronte ad atti estremi che possono arrivare addirittura all’omicidio rappresenta per noi un richiamo fortissimo nel dire che scienza e coscienza vanno sempre insieme. Il tema della professione medica oggi riguarda l’intera società, perché il medico non è solo colui che racchiude in sé competenze guadagnate in tanti anni di studio ma un profilo che deve costruire un rapporto di fiducia con i cittadini, prendendosene cura e prendendosi il tempo necessario per dialogare con loro: questo è un passaggio che ha una valenza costituzionale, perché accanto alla tutela del diritto alla salute il medico fa sì che il cittadino possa esercitare il diritto all’autodeterminazione. I valori che oggi ricordiamo sono proprio questi: il rispetto della dignità delle persone, nonché una professione che si batte contro ogni tipo di violenza e che alcuni giorni fa ha consegnato a Papa Leone XIV un documento in cui ribadisce il no alla violenza, alla guerra e a qualsiasi attacco nei confronti di medici e operatori sanitari”.
In merito al fascicolo elettronico sanitario, il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici sottolinea come “siamo nella fase di attuazione: da oggi tutte le strutture accreditate e i professionisti che lavorano in sanità dovrebbero essere collegati ad esso. Naturalmente in Italia abbiamo una realtà a macchia di leopardo e abbiamo bisogno di crescere: anche in questo caso però il percorso non si può fare solo con i professionisti ma anche con i cittadini, affinché comprendano l’importanza del fascicolo e i medici consentano loro di esercitare il diritto ad avere in uno stesso luogo esami e visite per avere un livello di efficienza migliore nella gestione della propria salute”.
Ad aggiudicarsi il Premio Giaccone 2026 è Vincenzo Prestianni, dirigente medico dell’Asp Palermo: un riconoscimento che, secondo Amato, è dovuto al fatto che egli “crede nel valore della salute come bene da salvaguardare e garantire per tutti seguendo i principi di equità, giustizia e lotta contro le diseguaglianze: andare a trovare persone che vivono in condizioni disagiate è un passaggio importante e non sempre lo Stato riesce ad assicurarlo, ma ci sono figure in ambito medico che ce la fanno come appunto Prestianni, che si merita assolutamente questo premio”.
Dal canto suo Prestianni si dice “lieto di ricevere questo riconoscimento, anche perché ricorda una persona che ha mantenuto una coerenza nei confronti del giuramento che ha fatto: con il suo sacrificio Giaccone ha dimostrato quanto sia difficile essere coerente, d’altronde anche Rosario Livatino diceva che la coerenza è alla base di quello che poi concretamente si manifesta nella persona; quando non c’è coerenza e concretezza nel mettere in atto ciò su cui ha giurato fede una persona, sia essa un giudice, un medico, un padre, una madre o semplicemente un uomo nella società, si rompe il meccanismo per cui la catena di solidarietà deve sopravvivere”.
Prima di entrare a far parte dell’Asp Palermo, l’uomo ha trascorso diversi anni al servizio degli ultimi al fianco di una figura che nel capoluogo ha dedicato la sua vita ad aiutare i più fragili: “Dopo la laurea ho scelto di vivere per strada per un anno: eravamo a fine anni ’80, poi ho sentito parlare di un giovane che dava da mangiare ai senzatetto davanti alla Stazione centrale. Quando lo incontrai gli chiesi se avesse bisogno di qualcosa e lui, mio fratello Biagio, mi disse ‘u signuri ti manna’ e poi abbiamo visitato due persone che avevano bisogno; con una tenda abbiamo fatto il primo ambulatorio della Missione speranza e carità. Chi ha vissuto con Biagio come me ha conosciuto cos’è la coerenza, al di là di ogni religione e nella più pulita laicità: questo era Biagio Conte, spero che tutto ciò non rappresenti una meteora per la società ma un segno fortissimo che ci portiamo dietro nella nostra professione”.
– Foto xd8/Italpress –
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