ROMA (ITALPRESS) – “La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato ed è indispensabile per far camminare l’Italia. Ma se la giustizia è lenta, inefficiente e ingiusta, allora tutta la macchina si inceppa e le conseguenze le pagano i cittadini. Ecco perché è necessario andare a votare, e votare Sì, perché è arrivato il tempo di correggere queste storture, profonde e strutturali”. Così, in un’intervista a Il Dubbio, la premier Giorgia Meloni. “L’obiettivo di questa riforma è rendere la giustizia più moderna, giusta, responsabile e libera. Libera dai condizionamenti della politica e da quelle degenerazioni correntizie che hanno compromesso la credibilità, il prestigio e l’autorevolezza della magistratura. Ecco perché ai cittadini dico di non restare a guardare. E di andare a votare, e votare sì, per aprire una pagina nuova per la giustizia e per la nostra Nazione”, aggiunge. Secondo Meloni i cittadini “devono andare a votare pensando a ciò che serve e che reputano più utile per l’Italia, non a ciò che conviene al Governo o a un partito. La verità è che questa riforma è una riforma giusta e che riguarda la vita di tutti, la nostra libertà e i nostri diritti”.
A chi dice che si tratta di una riforma per punire le toghe, la premier ribatte: “E’ un’accusa strumentale, di chi non ha argomenti di merito per contestare la riforma. Noi non vogliamo punire nessuno e non accetto che qualcuno lo sostenga”, sottolineando poi come “chi accusa e chi giudica sono colleghi di lavoro che hanno percorsi di vita che si incrociano continuamente, e questo crea il rischio di una commistione che può indebolire la terzietà di chi è chiamato a giudicare. Separando le carriere affrontiamo questo problema, e creiamo un processo più giusto con un giudice più imparziale”. Sulla possibilità che dopo il referendum sarà possibile tornare a dialogare per migliorare la giustizia italiana, qualunque sia il risultato, Meloni chiosa: “Il governo è sempre stato aperto al confronto e continuerà a esserlo in futuro, qualunque sarà l’esito del referendum. Ascolteremo i pareri e le opinioni di tutti, come abbiamo fatto finora, ma non rinunceremo a portare avanti le nostre idee nella definizione della legge attuativa. E non ho alcuna difficoltà a dire, in caso di conferma referendaria della riforma, che nei giorni immediatamente successivi farò avviare a Palazzo Chigi un tavolo con i rappresentanti dei magistrati e dell’avvocatura in modo da raccogliere proposte e suggerimenti per scrivere le norme di attuazione, che saranno importanti quanto la stessa riforma”.
– foto di repertorio Palazzo Chigi –
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