TAR della Sicilia, a Palermo inaugurato l’anno giudiziario. Veneziano “Bilancio 2025 positivo, focus su carta docenti e IA” / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Un aumento significativo dei ricorsi, una riduzione dei tempi medi di definizione e nuove sfide legate alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale. È questo il quadro che emerge dalla relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – sede di Palermo, illustrata dal presidente Salvatore Veneziano. Nel documento il 2025 viene indicato come un anno di “consolidamento del perimetro operativo della giustizia amministrativa”, con particolare attenzione a due ambiti ritenuti centrali: la tutela dei diritti fondamentali quando la loro erogazione dipende dall’intervento della pubblica amministrazione e la contrattualistica pubblica, settore strettamente collegato alla ripresa economica post-pandemica e agli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I dati mostrano una crescita marcata del contenzioso. I nuovi ricorsi iscritti sono stati 2.612, con un incremento del 43,75% rispetto al 2024. Nello stesso periodo sono stati definiti 2.555 procedimenti, mentre le pendenze a fine anno risultano pari a 2.599. Gran parte dell’aumento è legato al contenzioso seriale sull’ottemperanza relativo alla cosiddetta carta docente, fenomeno che nel corso dell’anno è arrivato a incidere con circa 600 nuovi ricorsi.

“Il bilancio dell’anno appena trascorso è globalmente positivo – ha detto all’Italpress il presidente Salvatore Veneziano -. Abbiamo lavorato anche nel 2025 con intensità. I risultati sarebbero stati ancora più premianti se non fosse sopravvenuta questa massa di ricorsi che ho evidenziato nella relazione su questa specifica tematica della carta docente, che poi sono ricorsi per ottemperanza. Quindi in realtà l’impegno non è neanche di risoluzione della controversia vera, ma soltanto di mettere in condizione tutti coloro che hanno avuto la sentenza del giudice ordinario di poter incassare il beneficio come è previsto e come, invece, purtroppo, il Ministero dell’Istruzione in questo momento non assicura”. “I dati esposti in relazione ci rappresentano un aumento nelle pendenze di circa 750 ricorsi, dei quali circa 600, almeno 600, sono riferiti a questa tematica molto particolare, senza i quali noi avremmo proseguito quell’attività di miglioramento dei risultati di abbattimento delle pendenze che abbiamo intrapreso e portato avanti negli anni precedenti – ha aggiunto Veneziano -. Siamo sostanzialmente alla fine usciti in pari, andati in pari, però è un po’ un peccato che si tratti di un esito dovuto a inadempienza delle pubbliche amministrazioni, non a un contenzioso realmente nuovo che poteva essere sintomatico di una ritrovata vivacità amministrativa e sociale che, invece, non c’è stata o almeno non c’è stata in modo rilevante”.

Nonostante l’incremento del contenzioso, il tribunale ha registrato un miglioramento sul piano delle performance: il tempo medio di definizione dei procedimenti è sceso a 360 giorni e la sede di Palermo ha raggiunto in anticipo il target previsto dal PNRR sulle pendenze residue. Tra i settori destinati a incidere maggiormente sull’attività del tribunale restano quelli legati agli appalti pubblici e alle decisioni amministrative con forte impatto economico. “Il nodo da sciogliere al di là del fatto che questa tematica continuerà ad impegnarci e che già abbiamo 140 ricorsi nei primi due mesi quindi il trend è quello. Al di là di questo discorso che va comunque circoscritto, l’impegno è di proseguire l’attività del Tribunale con la tranquillità e la dedizione che abbiamo cercato sempre di mettere – ha sottolineato Veneziano -. Tra l’altro abbiamo tematiche importanti, ed ieri la notizia è che la Regione avrebbe revocato la concessione alla società di Italo-belga su Mondello e tutti i palermitani sanno quanto questo sia un tema delicato e impiantante di rilievo, ma come questo tante altre tematiche anche di ordine più generale. Cercheremo di mantenere se non addirittura migliorare i dati numerici, i dati sui tempi di trattazione e tutti i ricorsi in materia di appalti che sono quelli sensibili per l’economia. Dobbiamo fronteggiare purtroppo una persistente carenza nella copertura dell’organico che si è accentuata per via di un trasferimento di una collega avvenuta nel corso del 2025 e quindi ci troviamo a lavorare sempre con forze minori, questo certo ci crea qualche difficoltà che sino adesso siamo riusciti a gestire. Però allungare chiaramente impatta sempre di più se c’è un contenzioso in aumento e anche impatta su una intensità di sforzo prolungato, ma non può essere permanente e definitivo di tutti i colleghi per far fronte alle esigenze”.

Nella relazione viene inoltre evidenziato il ruolo crescente della digitalizzazione nei procedimenti amministrativi, con particolare riferimento alle piattaforme telematiche per le gare pubbliche. Il passaggio più significativo riguarda tuttavia l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali della pubblica amministrazione. Secondo Veneziano, l’uso di sistemi basati su autoapprendimento e logiche statistiche potrebbe rendere più complesso applicare principi fondamentali del diritto amministrativo, come l’imputabilità delle responsabilità e l’obbligo di motivazione degli atti. Nel corso della cerimonia è stato affrontato anche il tema della sede del tribunale.

A fine 2025 è stato stipulato il contratto di acquisto di Palazzo Benso, destinato a diventare la sede definitiva del TAR Sicilia. “Finalmente pervenuta a conclusione la vicenda che avevo più volte segnalato dell’assenza di un titolo giuridico valido per la nostra permanenza in questa sede (Palazzo Benso) che paralizzava e impediva tutta una serie di attività manutentive che nel frattempo si sarebbero rese necessarie – ha dichiarato Veneziano -. Per fortuna a fine anno è stato stipulato il contratto di acquisto dell’immobile da parte del demanio con fondi della giustizia amministrativa. È in corso di perfezionamento l’efficacia del contratto, ma è questione a questo punto di settimane. Dopodiché sarà possibile impostare quella programmazione, quel programma di interventi manutentivi che sono ovviamente necessari”.

“Siamo tutti consapevoli – ha proseguito – che si andrà incontro ad un periodo un po’ di disagi anche perché in linea di massima si spera di poter fare gli interventi permanendo nell’attività qui, che l’attività rimanga nell’immobile quindi ci sarà qualche disagio da affrontare però la prospettiva di avere una sede definitiva e le certezze tali che consentono di fare questi interventi è sicuramente superiore, prevale sicuramente su questa prospettiva di disagi che cercheremo di affrontare con serenità”. Sul piano organizzativo, la relazione evidenzia come nel 2025 l’ufficio sia riuscito a sostenere il carico di lavoro anche grazie all’apporto di risorse amministrative collegate agli investimenti del PNRR. Per il 2026 e gli anni successivi, tuttavia, viene segnalato il rischio di criticità dovute al turnover e ai pensionamenti, con la necessità di nuovi inserimenti e percorsi di affiancamento.

Alla cerimonia inaugurale ha partecipato anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “Io ho vissuto in questo ambiente per più di 30 anni, per cui mi sento a casa. La magistratura amministrativa è stata la mia casa, nel pieno rispetto di quella civile, non ho mai fatto penale, mi sembra doveroso essere presente per rappresentare il popolo siciliano e riconoscere il merito a questa magistratura che ha grande autorevolezza, grande saggezza, grande equilibrio”. Erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli e i vertici delle forze dell’ordine del capoluogo siciliano.

– Foto xd6/Italpress –
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