Unrae “Il mercato europeo inaugura il 2026 con una flessione, bene passi avanti Commissione Ue”

ROMA (ITALPRESS) – Il mercato europeo delle autovetture inaugura il 2026 con un andamento in flessione: le nuove immatricolazioni si attestano a 961.382 unità, registrando una contrazione del 3,5% rispetto alle 996.016 del corrispondente mese del 2025. Nel panorama dei principali mercati europei, spicca la performance dell’Italia, che con un incremento del 6,2% si aggiudica il miglior risultato tra i grandi mercati del continente, confermando la terza posizione nella classifica europea già conquistata nel gennaio del 2025. Nonostante il risultato positivo nelle immatricolazioni complessive, l’Italia si conferma fanalino di coda tra i grandi mercati europei per quanto riguarda la penetrazione delle vetture ricaricabili (ECV), che nel mese si ferma al 14,8% del totale. Lo scorso 18 febbraio Unrae ha partecipato all’audizione parlamentare sul cosiddetto “Pacchetto Automotive” dell’Unione Europea. Il direttore generale di Unrae, Andrea Cardinali, dichiara: “Accogliamo con favore alcuni passi in avanti della proposta della Commissione europea: l’anticipo della revisione dei regolamenti, la distinzione tra i target per le autovetture e quelli per i veicoli commerciali, un approccio più pragmatico sull’obiettivo 2035, il calcolo della conformità su base triennale nel periodo 2030-2032, la strategia ‘Battery Booster’ da 1,8 miliardi e una rinnovata attenzione alle flotte aziendali“.

Tuttavia, secondo Unrae, la traiettoria delineata dalla proposta deve trovare ancora una fase di consolidamento. L’obiettivo della decarbonizzazione è condiviso, ma la sostenibilità economica e industriale del percorso è ancora da costruire. Tornando all’Italia, tra le tematiche del settore da risolvere con maggior urgenza, secondo Unrae certamente quello della fiscalità aziendale. Sull’argomento Cardinali afferma: “Unrae sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali rappresenta uno dei principali ostacoli della transizione ecologica. Se fosse meno penalizzante, le flotte contribuirebbero ad accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnoverebbero il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato ‘giovane’ e accessibile. Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – intervenendo su detraibilità dell’Iva, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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