TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Nonostante l’atmosfera positiva che ha caratterizzato ieri le trattative nucleari indirette tra Iran e Stati Uniti a Ginevra, alcune linee rosse restano ferme e invalicabili tra le due parti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito con chiarezza che Teheran “non persegue in alcun modo l’arma nucleare, ma non rinuncerà mai all’industria nucleare a scopi pacifici”. In un’intervista televisiva trasmessa dai media locali, Pezeshkian ha dichiarato: “Siamo pronti a qualsiasi meccanismo di verifica che gli Stati Uniti ritengano necessario per accertare la natura pacifica del nostro programma nucleare”. Ha quindi aggiunto: “In nessun caso stiamo cercando di dotarci di armi nucleari”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, al termine di un incontro durato oltre tre ore presso la sede della missione permanente del Sultanato dell’Oman a Ginevra, ha commentato: “È iniziato il percorso verso un’intesa e noi siamo pronti”. Ha però precisato: “Questo non significa che si sia già raggiunto un accordo”. Araghchi ha annunciato l’intesa su “principi guida” e ha descritto le discussioni come “costruttive”, pur avvertendo che la redazione di un testo definitivo richiederà ancora tempo.
ESERCITO IN MASSIMA ALLERTA DURANTE NEGOZIATI
Il governo dell’Iran ha dichiarato di avanzare su due fronti paralleli e complementari: le trattative nucleari indirette con gli Stati Uniti e il mantenimento di un elevatissimo livello di prontezza militare. In una nota ufficiale diffusa oggi dal portavoce governativo, Teheran ha sottolineato che “le negoziazioni diplomatiche e la preparazione difensiva procedono di pari passo e senza alcuna contraddizione”. Il comunicato specifica che “l’Esercito regolare (Artesh), il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) e le altre componenti delle Forze armate si trovano attualmente in stato di allerta massima, in piena coincidenza con lo svolgimento dei colloqui a Ginevra”.
Secondo la dichiarazione, tale postura di massima vigilanza “non contrasta con la volontà di raggiungere un accordo diplomatico, ma ne costituisce la necessaria garanzia di sicurezza”. Il governo iraniano ha ribadito che “negoziare da una posizione di forza credibile è l’unico modo per ottenere risultati concreti e per scoraggiare qualsiasi tentazione di soluzioni unilaterali o minacce militari”. La nota arriva poche ore dopo le dichiarazioni caute ma positive del presidente Masoud Pezeshkian e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che hanno descritto il round ginevrino come “costruttivo” e hanno annunciato l’accordo su alcuni “principi guida”, pur avvertendo che la strada verso un’intesa definitiva rimane lunga e complessa.
Fonti vicine al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale hanno confermato l’avvio di esercitazioni a sorpresa di unità missilistiche e di difesa aerea in varie regioni del Paese, insieme a un rafforzamento della sorveglianza navale nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Il portavoce ha concluso affermando che “la Repubblica Islamica persegue con determinazione una diplomazia responsabile, ma non permetterà mai che la sovranità e la sicurezza nazionale siano messe a rischio”.
– Foto IPA Agency –
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