Short track, Arianna Fontana quarta nella finale dei 1000 metri: “Devo smaltire la rabbia”

MILANO (ITALPRESS) – C’era grande attesa per i 1.000 metri femminili dello short track, ma la seconda gara individuale non ha regalato l‘attesa medaglia ad Arianna Fontana, che dunque non ha effettuato (per ora) il sorpasso ufficiale su Edoardo Mangiarotti e non ha conquistato il quattordicesimo podio alle Olimpiadi invernali.

Ci ha pensato la sfortuna, sotto forma di un contatto con la cinese Gong Li, a privare l’azzurra della possibilità di giocarsi la top-3 nella distanza di mezzo dello short track. Fontana, che aveva dominato il suo quarto di finale e aveva chiuso seconda nelle semifinali alle spalle della canadese Courtney Sarault, ha disputato una prova sfortunata e ha chiuso al quarto posto (1.28.745).

La valtellinese aveva iniziato nel migliore dei modi la finalissima, portandosi subito al secondo posto e all’inseguimento di Sarault, per poi venire superata dall’olandese Xandra Velzeboer. Fontana non si era però persa d’animo, rimettendosi in scia e iniziando a preparare il tentativo di controsorpasso nei giri finali, che è sfumato a poche tornate dal termine: la cinese Gong Li ha infatti speronato la nostra portabandiera, costretta a ripartire dall’ultimo posto.

Arianna ha dovuto ricostruire completamente la sua gara e, pur ricucendo il margine che si era creato tra lei e le migliori del lotto, si è dovuta arrendere: poco lontano un decimo e poco più. L’oro è andato all’olandese Xandra Velzeboer (1.28.437), che ha dominato la gara e ha bissato la vittoria nei 500 metri: argento alla canadese Courtney Sarault (1.28.523) e bronzo alla sudcoreana Kim Gilli (1.28.614).

Per Fontana è arrivato dunque un quarto posto, mentre Chiara Betti è stata eliminata nei quarti ed Elisa Confortola è uscita in semifinale, per poi vincere la finale B (non valida per le medaglie).

In mixed zone, Fontana ha mostrato tutto il suo rammarico: “Fa rabbia finire così una finale, probabilmente al Villaggio mi farò un piantino (sorride, ndr). Non ho avuto la possibilità di giocarmi il podio per quel contatto con la cinese. Proprio quando stavo per aggredire la prima posizione, con una buonissima velocità, lei mi ha spinto e ho dovuto ricominciare la gara da zero. Mi ha dato una sportellata, non sono riuscita a giocarmi le medaglie e questo mi dispiace molto. Ho cercato di ricucire il gap, fa davvero rabbia perché stavo benissimo e avevo una grande gamba. Mi sento meglio di gara in gara, non sono stanca. Ora testa alla staffetta: torniamo al Villaggio con un po’ di amaro in bocca, questo ci darà ulteriore benzina in vista della gara di mercoledì. Stiamo pattinando tutte bene, ho fiducia”.

La giornata è stata positiva per lo short track al maschile che, com’era successo nei giorni scorsi per la branca femminile della disciplina, ha vissuto sia una gara individuale che la prova di squadra. Nella staffetta maschile, sui 5.000 metri, l’Italia (Sighel, Nadalini, Cassinelli, Spechenhauser) ha centrato una rocambolesca finale: dopo aver rischiato due volte la caduta, gli azzurri hanno superato in extremis i rivali e hanno chiuso secondi (6.54.454) dietro al Canada (6.54.075).

Per centrare la finale A è stato decisivo Pietro Sighel, che si è sbloccato anche a titolo personale e ha centrato i quarti dei 500 metri: colpito da un rivale, l’azzurro è stato costretto a tagliare nuovamente il traguardo di spalle. Secondo nella sua serie, Sighel ha passato il turno: avanti anche Nadalini e Previtali, che disputeranno a loro volta i quarti.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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