ROMA (ITALPRESS) – Roma è molto di più della città, universalmente riconosciuta, del Rinascimento, del Barocco, una città che non vive solo della sua memoria ma guarda al futuro, non è solo un museo a cielo aperto. A raccontare una città poliedrica, dai mille volti, la mostra “Roma Terzo Millennio, la scia della cometa”, promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, ideata da Umberto Vattani e da lui curata con Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini,con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura ,realizzato da Art Diplomacy ETS. La mostra nasce dall’esigenza di restituire a Roma un racconto che le appartenga, la capitale d’Italia è prigioniera di una narrazione riduttiva che la immobilizza nel passato e la trasforma in una città-museo. Le guide pubblicate nel mondo e le mappe diffuse da uffici comunali, alberghi e circuiti turistici ripetono lo stesso copione: Roma coincide con il solo centro storico, con la città dei Cesari e dei Papi. Roma Terzo Millennio nasce per spezzare questa inerzia e riportare la città nel tempo presente. Roma è una città che da oltre tremila anni non smette di trasformarsi, di rinascere, di sorprendere. Dare forma alla città – la forma urbis – è stata un’ossessione costante dei Romani: non solo costruire, ma pensare la città, ridisegnarla, rimetterla continuamente in discussione. Dopo l’Unità, Roma cambia scala, si dilata, attraversa fratture profonde e stagioni di discontinuità, ma sviluppa anche energie capaci di generare progetti. Il punto di svolta avviene nel Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri: grande architettura del Novecento, a lungo priva di un racconto culturale condiviso.
“È significativo che la mostra Roma Terzo Millennio sia ospitata nello spazio WeGil – ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca – uno degli aspetti più affascinanti della struttura è la sua capacità di unire passato e presente. Questo connubio tra tradizione e innovazione rende il palazzo un luogo unico nel panorama culturale romano. La Regione intende tutelare la memoria di un passato senza paragoni, sempre però guardando al futuro e alle forme più moderne di espressione artistica, per non rimanere cristallizzati nella pur maestosa eredità dei secoli passati. Perché la cultura è identità, in ogni sua declinazione; un paesaggio psichico ed estetico che definisce una civiltà, una tradizione, una prospettiva: un modo di stare al mondo e di pensare il futuro”.
Roma Terzo Millennio nasce per riportare la città nel tempo presente: Roma è una città che da oltre tremila anni non smette di trasformarsi, di rinascere, di sorprendere. Dare forma alla città – la forma urbis – è stata un’ossessione costante dei Romani: non solo costruire, ma pensare la città, ridisegnarla, rimetterla continuamente in discussione. Dopo l’Unità, Roma cambia scala, si dilata, attraversa fratture profonde e stagioni di discontinuità, ma sviluppa anche energie capaci di generare progetti. Il punto di svolta avviene nel Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri: grande architettura del Novecento, a lungo priva di un racconto culturale condiviso. Circa trent’anni fa, l’ingresso dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali modifica radicalmente la percezione del luogo. Opere, sculture e installazioni non accompagnano l’architettura: la mettono in tensione, la trasformano. Nasce la Collezione Farnesina, in un momento in cui in Italia non esistevano ancora musei pubblici dedicati al contemporaneo. Il Novecento entra così, visivamente e simbolicamente, nella città.
“Questo progetto, che prende avvio dall’edificio della Farnesina, non poteva che vedere il ministero degli Affari Esteri tra i suoi promotori più convinti – sottolinea in una nota il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani -, come con la Collezione Farnesina il ministero è stato trainante nella promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana, così oggi intende svolgere un ruolo propulsore nel qualificare in chiave moderna e contemporanea la proiezione di Roma nel mondo”. Dal Palazzo della Farnesina lo sguardo si allarga e ritrova il suo asse naturale: il Tevere. Fiume fondativo, infrastruttura storica e linea di attraversamento urbano, il Tevere è stato progressivamente marginalizzato nel racconto della città. Roma Terzo Millennio propone di restituirgli un ruolo centrale: non come sfondo, ma come spina dorsale di una Roma contemporanea che si sviluppa per sistemi, connessioni e relazioni.
Lungo la grande ansa nord del fiume si concentra un patrimonio straordinario di architetture del primo e secondo Novecento e del contemporaneo: dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid. Un sistema coerente, rimasto a lungo invisibile, che trova oggi riconoscimento nel Distretto del Contemporaneo, nuova chiave di lettura della Roma moderna. Vattani ha ricordato che “Dalla Collezione Farnesina al Distretto del Contemporaneo fino alla Cometa come nuova forma dell’Urbe: tappe diverse di un’unica visione di Roma quale piattaforma internazionale del pensiero contemporaneo, anche grazie al ruolo delle Accademie straniere presenti a Roma”. Simona Renata Baldassarre, assessore regionale alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile ha spiegato che “Roma è una capitale culturale che continua a produrre idee, linguaggi, sperimentazioni. Una città che non vive solo della propria memoria, ma che guarda al futuro con la stessa forza con cui custodisce il passato”.
– foto xc3/Italpress –
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