CATANZARO (ITALPRESS) – Regione Calabria e Legambiente chiedono al Governo più risorse per sostenere comuni, prefetture e procure nelle attività di demolizione degli immobili abusivi. L’occasione per parlare del fenomeno è stata la presentazione del dossier di Legambiente intitolato “Abbatti l’abuso in Calabria” alla Cittadella regionale a Catanzaro. Per la prima volta il monitoraggio ha visto la condivisione di un’amministrazione regionale e ha registrato un numero raddoppiato di Comuni che hanno risposto alla richiesta di dati rispetto alla precedente edizione, rappresentando, quasi il 48% della popolazione residente in Calabria. E’ emerso che la Regione sta valutando l’istituzione di un fondo di rotazione, dedicato per sostenere gli interventi, e di un tavolo regionale permanente per garantire un’attenzione continua al fenomeno, mentre viene sollecita l’attivazione della banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio.
“Bisogna trovare risorse economiche per aiutare i Comuni a eseguire le demolizioni e a smaltire correttamente i materiali”, ha sottolineato il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “Eppure molte volte ci si ferma perché non si ha il coraggio di andare fino in fondo. Spesso l’immobile abusivo è realizzato da un proprio elettore o chi può essere un punto di riferimento elettorale. Ma quando si amministra in una regione complicata come la Calabria, bisogna farlo rompendo con schemi costituiti e non più proponibili. Ho visto immobili costruiti su argini dei fiumi, se non addirittura su fiumi tombati. Ma questo la natura non lo sa, e da qui le conseguenze catastrofiche a ogni evento meteorologico estremo che presenta il conto degli errori commessi dall’uomo”. L
‘assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha confermato, a tal fine, l’impegno dell’ente attraverso i bandi rivolti ai Comuni per la rinaturalizzazione dei suoli e per la bonifica delle aree degradate per l’abbandono di rifiuti.
Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha rimarcato che il protocollo con la Regione Calabria, sottoscritto due anni fa, ha consentito di “attivare, insieme, atti concreti, dimostrando che il problema non è la mancanza di regole, bensì la difficoltà nel renderle effettive. Servono continuità nell’azione amministrativa, risorse adeguate per le demolizioni e un quadro normativo chiaro che consenta a Comuni, Prefetture e Procure di intervenire senza ambiguità. L’abusivismo edilizio si concretizza più o meno per metà nelle quattro regioni più importanti del Sud, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. A fronte di un problema evidente, in Calabria c’è un protagonismo delle istituzioni regionali che hanno voglia di affrontarlo e che non abbiamo rilevato nelle altre tre regioni del Sud”.
Per il responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, Enrico Fontana, “accanto al numero importante di ordinanze di demolizione emesse dal 2004 al 2023, oltre 11.000, quelle eseguite sono appena l’undici per cento. C’è bisogno di moltiplicare gli impegni e le proposte per affiancare i Comuni nella demolizione degli immobili abusivi. Qui si innesta il lavoro delle procure con oltre 1000 ordinanze di demolizione emesse e trasmesse alle prefetture che possono esercitare il potere sostitutivo quando i comuni non intervengono. E’ importante non solo tutelare l’ambiente, ma anche difendere le imprese che operano nel rispetto della legalità”.
Il dossier rappresenta, dunque, uno strumento utile rispetto ad “un fenomeno che incide sulla sicurezza dei territori, sulla tutela dell’ambiente e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, come sottolineato da Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.
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