Rientrati in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, ad accoglierli Meloni e Tajani / Video

Ciampino (RM), Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Vice Presidente e Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, questa mattina hanno accolto in aeroporto Alberto Trentini e Mario Burlò, insieme ai loro familiari. Questa è una foto privata pubblicata sui social network o su media televisivi fornita da questa Agenzia. L'Agenzia non rivendica alcuna proprietà, incluso ma non limitato al copyright o alla licenza del materiale allegato. Le tariffe addebitate da questa Agenzia sono solo per i servizi dell'Agenzia e non trasmettono, né intendono trasmettere all'utente, alcuna proprietà di copyright o licenza sul materiale. Con la pubblicazione di questo materiale l'utente accetta espressamente di indennizzare e tenere indenne l'Agenzia e i suoi amministratori, azionisti e dipendenti da qualsiasi perdita, reclamo, danno, richiesta, spesa (comprese le spese legali), o qualsiasi causa di azione o accusa nei confronti dell'Agenzia derivante da o connessa in qualsiasi modo alla pubblicazione del materiale.

ROMA (ITALPRESS) – È atterrato all’aeroporto di Ciampino l’aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, liberati ieri dopo una detenzione di oltre 400 giorni in Venezuela. Ad accoglierli anche la premier Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

BURLÒ “ABBRACCIARE MIEI FIGLI È STATO UN PIACERE IMMENSO”

“Tornare nella mia bella Italia è una gioia immensa, grazie a tutti per lo sforzo che avete fatto, al governo, all’ambasciatore, a tutti. Il piacere di abbracciare i miei figli è stato immenso. Non è stato facile, è stato di difficile, ma il pensiero che il governo c’era e i miei figli e l’amore che provo per loro mi hanno dato la forza di andare avanti”. Così al telefono con Tg2 Italia Europa Mario Burlò, liberato ieri insieme ad Alberto Trentini dopo una lunga detenzione in Venezuela.

“Sono provato, ho perso 30 chili ma non importa, l’importante è essere tornato e riabbracciare i ragazzi. A tutti i genitori che mi stanno ascoltando, chiedo solo di dare un forte abbraccio ai propri figli perché è la gioia più immensa”. Questi mesi di detenzione “li ho superati pensando ai miei ragazzi e ai miei amici che mi stavano vicino, che conoscendomi sapevano che” quelle che venivano contestate “erano accuse folli e infondate. Diciamo che sono stato sequestrato, come purtroppo moltissimi stranieri che ancora sono lì, 94 stranieri di 34 nazionalità differenti, in un modo abbastanza disumano. Violenze fisiche io onestamente non le ho avute, ma psicologiche sì”, come “non parlare con i propri figli per un anno: la prima chiamata l’ho fatta dopo 11 mesi e mezzo”.

MELONI “BENTORNATI A CASA!”

“Bentornati a casa!”, con questo messaggio su Fecebook, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha salutato il rientro in Italia di Alberto Trentini e Mario Burlò, arrivati questa mattina all’aeroporto di Ciampino, con un volo dell’Aeronautica Militare partito da Caracas. I due cittadini italiani erano detenuti in Venezuela da oltre 400 giorni e sono stati liberati nella giornata di ieri, al termine di una lunga e complessa attività diplomatica.

TAJANI “SODDISFAZIONE CHE RIEMPIE CUORE”

“Vedere il sorriso dei figli di Burlò e l’abbraccio della mamma di Trentini al figlio sono scene che ti toccano perché c’è l’aspetto umano, oltre all’aspetto politico e al lavoro che abbiamo fatto: rivedere due persone che possono essere vicine finalmente alle loro famiglie è qualche cosa che ci riempie il cuore”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Tg2 Italia Europa. “Con il Presidente del Consiglio, siamo stati veramente molto contenti di averli visti anche in buone condizioni, nonostante la detenzione. Come ho sentito dire da Burlò, non hanno avuto torture fisiche, questo già è un fatto importante. Adesso lavoriamo per liberare gli altri italiani, ce ne sono 42 detenuti, dei quali 24 sono politici, che hanno passaporto italiano e venezuelano. A loro “il sistema italiano sarà sempre vicino, sono contento” che anche Trentini e Burlò “abbiano percepito la vicinanza del governo, dell’Italia e dello Stato perché ogni cittadino italiano che è al di là dei nostri confini non deve mai sentirsi solo”, aggiunge, ringraziando entrambi “veramente di cuore, perché facciamo tutto questo per stare vicini ai nostri compatrioti quando sono in difficoltà. Veder sorridere due persone e le loro famiglie è una grande soddisfazione personale e umana”. In Venezuela “continuiamo a lavorare con grande attenzione, siamo convinti che la nuovo amministrazione possa permettere di avere un rapporto più proficuo tra Caracas e Roma”.

AVVOCATO BURLÒ “PER MARIO CARCERE CARACAS COME ALCATRAZ”

“La prima cosa che mi ha detto è che la detenzione è stata veramente durissima. Mi ha detto: ‘Non so che cosa sia Alcatraz, ma immagino che sia qualcosa di molto simile a quello che ho sperimentato io'”. Così ai microfoni di RaiNews, Maurizio Basile, legale di Mario Burlò. “Non dovrebbero esserci convocazioni” in procura, “né dovrebbe esserci la necessità che lui sia sentito alla Procura della Repubblica di Roma, non lo so se adesso sulla pista qualcuno lo stia interrogando”, ha aggiunto. Ad accogliere Burlò, oltre all’avvocato, c’erano i suoi figli, mentre ad abbracciare Trentini c’erano la mamma Armanda con la legale Alessandra Ballerini. Adesso dovrebbero rientrare entrambi nelle proprie regioni di origine, Burlò a Torino e Trentini a Venezia.

– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

 

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