Venezuela, ambasciatore Sequi “Volontà degli Usa di delimitare gli interessi nazionali”

MILANO (ITALPRESS) – Nell’operazione degli Stati Uniti contro il Venezuela e il presidente Nicolas Maduro “c’è evidentemente la manifestazione plastica della volontà americana di determinare e delimitare il perimetro strategico dei propri interessi nazionali al Nord America, Groenlandia, Centroamerica, Panama, Sudamerica, Venezuela, ma non solo. Un interesse strategico che evidentemente nasce da necessità, per quello che riguarda il Sud America, di controllare le dinamiche petrolifere in Venezuela oppure il triangolo del litio con il 60% della produzione mondiale tra Argentina, Cile e Bolivia”. Lo afferma all’agenzia di stampa Italpress l’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, secondo cui un ulteriore effetto internazionale può essere “una limitazione progressiva alla presenza cinese e russa in America Latina. Ma anche un messaggio che potrebbe essere interpretato da cinesi e russi come una disponibilità a una divisione in aree di influenza”.

A livello di immagine, Sequi sottolinea che “qui abbiamo un’operazione che viene narrata non come militare, ma di polizia internazionale perché Maduro viene definito [dagli Stati Uniti, ndr] un narco-terrorista. Quindi deve essere processato negli Stati Uniti con la punizione che diventa istituzionale. E questo serve a Trump per mandare un segnale all’interno: delimitare il rischio perché [il raid, ndr] non è passato dal Congresso, come avrebbe dovuto fare in caso di operazione militare, e dire all’opinione pubblica ‘io lavoro per la sicurezza nazionale”. A fronte di una preparazione meticolosa sul fronte dell’intelligence e degli apparati militari, il presidente americano Donald Trump non è sceso nei dettagli in merito alla futura leadership venezuelana.

Secondo Sequi, l’incertezza dell’amministrazione americana per il dopo Maduro [catturato e condotto negli Stati Uniti, ndr] apre a diversi scenari e ad una possibile frammentazione interna del paese sudamericano: “Il primo scenario è una successione potenzialmente securitaria, cioè un regime senza Maduro ma non democratico. Quindi stabilità relativa con poca democrazia – spiega – Il secondo è una transizione negoziata con un governo di compromesso che sia accettabile per Washington. Anche questa ipotesi è possibile, ma fragile perché richiede che ci sia un equilibrio tra le varie componenti e soprattutto un sostegno economico. Il terzo scenario, più pericoloso, è quello della frammentazione. Si tratta di uno scenario che spaventa molto evidentemente la Colombia e i Caraibi e anche per via delle potenziali conseguenze sui paesi più vicini”. “Bisogna poi vedere quello che sarà il ruolo dell’opposizione, perché è frammentata. Quindi diciamo che ci sono varie possibilità”, conclude Sequi.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

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