Usa, la salute femminile al centro delle nuove linee guida per le Forze Armate

IPA89346019 - October 5, 2026, Fort Bragg, Nc, United States of America: U.S. Defense Secretary Pete Hegseth delivers remarks to soldiers and guests, June 10, 2025 at Fort Bragg, North Carolina. In his remarks marking the Army’s 250th anniversary, Trump pledged to restore the names of military bases renamed under the previous administration and defended his deployment of National Guard troops and Marines to Los Angeles amid protests over immigration raids. (Credit Image: © Daniel Torok/White House/Planet Pix via ZUMA Press Wire)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La salute femminile entra sempre più esplicitamente nell’equazione della prontezza operativa statunitense. Department of Veterans Affairs e Department of Defense hanno adottato una nuova Clinical Practice Guideline dedicata a perimenopausa e menopausa, trasformando un tema tradizionalmente confinato alla sfera clinica in una questione che investe anche efficienza, sicurezza e permanenza in servizio.

Il documento comprende 43 raccomandazioni basate sulle evidenze e quattro algoritmi diagnostico-terapeutici, con indicazioni su sintomi vasomotori, sonno, alterazioni dell’umore e cognitive, salute genitourinaria e sessuale, rischio cardiovascolare, ossa e carcinoma mammario. La rilevanza militare emerge dai numeri: nel 2023 le donne rappresentavano il 17,7% del personale Usa in servizio attivo e il 21,9% della Riserva.

Secondo la linea guida, disturbi del sonno, ridotta tolleranza al calore, difficoltà di concentrazione e possibili ripercussioni sulla performance fisica possono interferire con i compiti assegnati e acquisire particolare rilevanza negli ambienti operativi austeri; se non gestiti, possono contribuire a ridurre la prontezza e aumentare i rischi per la sicurezza. “Quando il sonno è compromesso, non si riesce a svolgere altrettanto bene il proprio lavoro”, osserva il maggiore dell’Air Force Kathleen Pombier, responsabile del Women’s Health Clinical Management Team della Defense Health Agency.

L’obiettivo, aggiunge, è identificare precocemente disturbi che “non sono qualcosa che le donne devono semplicemente sopportare” ma condizioni trattabili, così da avere “ogni donna nelle migliori condizioni per il combattimento”.

Terapie ormonali e non ormonali, supporto cognitivo-comportamentale e decisione condivisa vengono calibrati sul singolo caso. Resta tuttavia una lacuna conoscitiva: lo stesso Va/DoD riconosce che sono ancora scarsi i dati statunitensi capaci di misurare direttamente l’impatto della menopausa su performance, incidenti e abbandono del servizio. La linea guida assume così anche una valenza strategica: preservare capitale umano qualificato mentre cresce il peso delle donne nelle Forze armate e nei ruoli di comando.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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